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Il 118 si rifiuta di intervenire a Bioglio, devono intervenire i volontari CRI

Un uomo in preda a una grave insufficenza respiratoria si è rivolto al centralino di Novara, per essere trasportato al pronto soccorso. Si è sentito rispondere negativamente e ha dovuto chiamare, e pagare, l'ambulanza della Croce Rossa di Cossato

Un uomo in preda a una grave insufficenza respiratoria si è rivolto al centralino di Novara, per essere trasportato al pronto soccorso. Si è sentito rispondere negativamente e ha dovuto chiamare, e pagare, l’ambulanza della Croce Rossa di Cossato

Il 118 si è rifiutato di soccorrere un signore di Bioglio, in preda a una grave insufficenza respiratoria. Al suo posto sono dovuti intervenire i volontari della Croce Rossa di Cossato, con un mezzo non medicalizzato e per il quale lo sfortunato malato ha dovuto pagare di tasca propria. Questa la denuncia di Wilmer Ronzani, consigliere regionale del Partito democratico (Pd), che ha presentato un'interrogazione a riguardo. 

LA VICENDA

Un uomo di Bioglio si è rivolto al proprio medico di base, perchè soffriva di gravi problemi di respirazione. Il medico gli ha consigliato di recarsi immediatamente al pronto soccorso di Biella, consegnandogli un foglio di ricovero. 

Il malato ha chiamato prima la Croce Rossa di Cossato, che gli ha però suggerito di rivolgersi al 118. Da Novara, a quanto racconta il consigliere regionale Ronzani, "si sono rifiutati di inviare il mezzo e di effettuare il servizio nonostante si trattasse di un paziente affetto da una grave insufficienza respiratoria, fatto questo che non può non essere emerso durante il colloquio avvenuto tra la persona e l’operatore del 118 e che giustificava l’avvio di un’autoambulanza attrezzata".

Il signore quindi ha richiamato la Croce Rossa di Cossato che ha inviato il mezzo a disposizione, come se fosse un servizio privato che quindi l’interessato ha dovuto pagare di tasca propria. Giunto al pronto soccorso di Biella alla persona è stato assegnato un codice giallo e il personale del pronto soccorso non ha potuto non rilevare come un paziente in quelle condizioni avrebbe dovuto essere trasportato in ospedale da un’ambulanza medicalizzata, e quindi attrezzata per far fronte alla situazione in cui si trovava il paziente.

Pert questi motivi Ronzani ha presentato una nuova interrogazione dopo quella di poche settimane fa, agli assessori regionali competenti per sapere: "Se, di fronte al ripetersi di episodi così gravi, che non possono essere considerati fatti isolati, non ritenga di dover rivedere il processo di riorganizzazione complessiva del 118, sempre più spesso sinonimo di inefficienza e disorganizzazione, in una Regione nella quale il servizio era invece ritenuto un fattore di efficienza e qualità".

 

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