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I vivi e i morti del 2015

Sulla Nuova Provincia di Biella in edicola sabato 2 gennaio pubblicheremo le tradizionali pagelle di fine anno. Rispetto al passato c'è una novità importante. Le classifiche, infatti, non saranno più divise fra buoni e cattivi, bensì fra vivi e morti. Vivi sono tutti quei personaggi che nel 2015 hanno fatto qualcosa per contribuire alla rinascita di Biella. Morti sono quelli senza dinamismo, senza fantasia, che mirano solo alla conservazione delle loro posizioni di privilegio.

Sulla Nuova Provincia di Biella in edicola sabato 2 gennaio pubblicheremo le tradizionali pagelle di fine anno. Rispetto al passato c’è una novità importante. Le classifiche, infatti, non saranno più divise fra buoni e cattivi, bensì fra vivi e morti. Vivi sono tutti quei personaggi che nel 2015 hanno fatto qualcosa per contribuire alla rinascita di Biella. Morti sono quelli senza dinamismo, senza fantasia, che mirano solo alla conservazione delle loro posizioni di privilegio.

Sulla Nuova Provincia di Biella in edicola sabato 2 gennaio pubblicheremo le tradizionali pagelle di fine anno. Rispetto al passato c’è una novità importante. Le classifiche, infatti, non saranno più divise fra buoni e cattivi, bensì fra vivi e morti. Vivi sono tutti quei personaggi che nel 2015 hanno fatto qualcosa per contribuire alla rinascita di Biella. Morti sono quelli senza dinamismo, senza fantasia, che mirano solo alla conservazione delle loro posizioni di privilegio.

E’ vivo Massimo Angelico, grande imprenditore e presidente di Pallacanestro Biella. E’ vivo Francesco Montoro, presidente di Eurotrend, uomo esuberante e pirotecnico. Sono vivi personaggi come Antonio Trada di Edilnol e Pietro Sella del gruppo Banca Sella. Sono vivi i titolari di attività  come Canterino, Jeantet o Glamoru. C’è il Benni della Civetta. C’è il grandissimo Sergio Vineis del Patio. E poi ci sono gli artisti, di fama assoluta, uno su tutti Michelangelo Pistoletto con la sua Cittadellarte. Ci sono i blogger, alcuni straordiari, come Giulio Xhaet o Federico Pistono. Ci sono sacerdoti come don Piero di San Cassiano. E ci sono tutti quei giovani che con ostinazione e coraggio continuano a inseguire un posto di lavoro, senza arrendersi, senza fuggire all’estero.

L’elenco dei vivi è lunghissimo, ed è da questi nomi che la città dovrebbe ripartire per tornare grande.

Purtroppo, è tanto lungo anche l’elenco dei morti. Personaggi inquietanti, che hanno contribuito e stanno contribuendo ad affossare la città. Al primo posto, senza ombra di dubbio, ci sono tutti quegli imprenditori con milioni di euro sotto i materassi, incapaci di pensare a qualcosa di diverso dal tessile. Quando bastava filare si sono fatti i miliardi, ora che il tessile richiede capacità e talenti, hanno venduto tutto e non investono un solo centesimo su un territorio che li ha resi ricchi e grassi.

Poi ci sono i politici, quasi tutti senza personalità e senza carisma. Sguazzano nella mediocrità, danno lavoro agli amici e agli amici degli amici. Sono arroganti e presuntuosi, dei veri ippopotami che “alla fine si riuniscono tutti a guardare le stelle perché uno gli ha detto una volta: Noi veniamo da quelle“.

E poi c’è la vecchia, piccola borghesia, quella che la domenica, vestita a festa, con i capifamiglia in testa, si raduna nelle  chiese, in ogni città, in ogni paese“. Un’altra pesante palla al piede di questa città. Gente che chiama i carabinieri alle 10 di sera perché  in via Italia c’è troppo chiasso, che detesta tutto ciò che è nuovo e diverso. Gente che nei circoli tristi e decadenti si scambia favori e inchini, mercanteggiando il costo della quota sociale, sempre troppo cara, o pietendo un  posto di lavoro per i figli che  so’ piezz’e core.

Massimo De Nuzzo

PS segnalatici altri vivi e  morti, li inseriremo sul giornale in edicola sabato.

 

 

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