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I furbetti dell’Unione industriale biellese

Quasi quasi non ci credevo.  E invece no, è proprio vero: l’Unione Industriale Biellese, dopo aver annunciato poco più di un anno fa con larghi suoni d’ottone la fusione con le organizzazioni industriali di Vercelli e di Novara, ha stoppato l’operazione ed ha ripreso la propria autonomia territoriale, organizzativa e gestionale.  Non prima però di aver scaricato ai “fratelli” novaresi alcuni fardelli che scassavano i bilanci UIB, in particolare il giornale aziendale (Eco di Biella) e le iniziative commercial-editoriali ad esso collegate.  Poi dice che i biellesi non  sono svegli e furbi.

E’ una buona notizia che conferma il processo di restaurazione in atto e la restituita centralità dell’UIB nel sistema decisionale e di potere biellesi, dopo lustri di appannamento rispetto ad una politica invadente, ricca, ladra e sborona, ora ridotta al fantasma di sè, popolata di militi ignoti e boy scout, con una credibilità peggiore perfino di quella dei giornalisti.   UIB ha lavorato, e ancora deve,  per riprendersi il territorio: ha cominciato ripulendosi i bilanci con la promessa di nozze a vercellesi e novaresi, ha proseguito con l’assalto alla Camera di Commercio di Biella assumendone il controllo, ha concluso (è roba recente) con l’acquisizione della presidenza della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella a cui ha portato Franco Ferraris, esponente della famiglia Zegna principale azionista UIB.  Dopodichè con le proprie due filiali (Fondazione e CdC) ha organizzato il convegno Biella in Transizione per disegnare il futuro per il Biellese, candidandosi ad esserne sceneggiatore e regista nonostante il tentativo di inserimento, peraltro  benignamente accolto, del presidente della provincia Emanuele Ramella Pralungo.

Un destino forse migliore (?) come biellesi ci tocca rispetto alla paventata ipotesi, a fronte della metamorfosi del renzismopidista, di morire democristiani. Morire confindustriali.

Giuliano Ramella

La rubrica di Giuliano Ramella viene pubblicata ogni sabato sulla Nuova Provincia di Biella

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