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“Caro Moscarola, non c’è posta per te”

Benny Possemato: "Spezza le catene che ti legano al termosifone, caro Giacomo,  e proponiamo  alla cittadinanza dei quartieri Piazzo e Favaro la sottoscrizione di un impegno a ritirare tutti i soldi e i conti negli sportelli"

Benny Possemato: “Spezza le catene che ti legano al termosifone, caro Giacomo,  e proponiamo  alla cittadinanza dei quartieri Piazzo e Favaro la sottoscrizione di un impegno a ritirare tutti i soldi e i conti negli sportelli”

Caro consigliere di lega nord Giacomo Moscarola, non c’è più  posta per te al Favaro.

Ho letto  con una punta di apprensione, la tua decisione di giungere ad un gesto simbolico ma estremo, minacciando di incatenarti  al termosifone nell’ufficio postale di Favaro,  a fronte della paventata chiusura del presidio postale del tuo quartiere, come da Contratto di programma stilato da Poste Italiane  che, al pari di una sentenza,  prevede 40 sportelli da chiudere  in Piemonte (Contratto fatale anche per i presidi di Piazzo, Favaro e Oropa) e l’orario ridotto per altri  130  con  il ricollocamento di tutto il personale nelle sedi ancora aperte.

Consigliere Moscarola, non contesto il metodo della tua protesta che affermi al di là delle appartenenze politiche (anzi non mancherò personalmente di sostegno, anche con pietanza in loco), ma credo che la tua non  sia la strada maestra per un ripensamento a riguardo da parte di Poste Italiane, come pure inutile ritengo la raccolta firme lanciata dagli Amici del Piazzo nel rione medievale per fare leva sulla politica locale, perché Poste Italiane S.p.A. non è una partecipata comunale e da Contratto di programma possono chiudere alcuni sportelli a Biella (ho comunque firmato la petizione perché l’iniziativa civica di singoli o associazioni, è per me  sempre lodevole e degna di supporto  e sarò il più felice, nel caso, ad essere smentito).  

Ma Poste Italiane è ormai una società per azioni seppure con l’obbligo di erogazione, fino al 2016, del cosiddetto “servizio universale” (erogazione di alcuni servizi essenziali di consegna lettere e pacchi a prezzi calmierati) e  ancora per poco sotto il controllo del Ministero dell’Economia.  Il ministro Padoan ha infatti annunciato che nel 2015 Poste Italiane saranno privatizzate con soluzione di continuità nella politica di svendita di tutti gli asset infrastrutturali italiani, dalle ferrovie alle autostrade e via svendendo fino alle reti telefoniche ed elettriche, nel nome del solo dio che comanda queste sciagurate  scelte: il denaro, da polarizzare in poche e rapaci mani, le solite.

Con questo presupposto, io credo che solo ripagando le scelte di Poste Italiane con la stessa moneta, possiamo sperare di farli soprassedere alla chiusura degli sportelli. Spezza le catene che ti legano al termosifone, caro Giacomo,  e proponiamo  alla cittadinanza dei quartieri Piazzo e Favaro la sottoscrizione di un impegno a ritirare tutti i soldi e i conti negli sportelli in oggetto (il mio babbo è già  il primo della lista a destinare altrove la sua pensione), se non avremo garanzie da parte di Poste Italiane per l’apertura, perlomeno ad orario ridotto o a giorni alterni,  dei presidi di Piazzo, Favaro  e Oropa.  Tu chiama e io porto le cesoie.

Benito Maria Possemato
Consigliere comunale in Biella

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