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Avvistati altri cani randagi in Burcina

Nei giorni scorsi, dopo l’aggressione ai danni di un uomo, ne sono stati catturati alcuni esemplari. Bider: "Abbiamo ancora una gabbia installata"

Nei giorni scorsi, dopo l’aggressione ai danni di un uomo, ne sono stati catturati alcuni esemplari. Bider: “Abbiamo ancora una gabbia installata”

Continuano gli avvistamenti di cani randagi nel parco della Burcina e in diverse zone del nostro territorio. Dopo l’aggressione, avvenuta una ventina di giorni fa, ai danni di un visitatore che stava passeggiando tra i sentieri della riserva naturale, la direzione del parco ha provveduto ad installare tempestivamente tre gabbie per la cattura dei cani.

«Ad oggi – spiega il direttore Carlo Bider – la situazione di pericolo sembra rientrata. Abbiamo ancora la nostra gabbia fissa installata all’interno del parco, mentre le altre due, mobili, e di proprietà del canile consortile di Cossato sono state rimosse».
Nei giorni immediatamente successivi al posizionamento delle gabbie sono stati catturati cinque cani. «Oltre ai cinque esemplari catturati nelle prime due settimane non ne sono stati presi altri. Abbiamo provveduto ad informare la prefettura, i carabinieri e i sindaci competenti. Credo, infatti, che ognuno debba fare la propria parte per risolvere il problema».

Negli ultimi giorni, tuttavia, c’è stato qualche nuovo avvistamento, anche in altre zone del Biellese, dal Tracciolino alla Valle Elvo. «L’area nella quale i cani sono stati avvistati è decisamente ampia. E’ chiaro che se il problema si dovesse ripresentare, come è avvenuto, in uno spazio frequentato da bambini o persone anziane il rischio è superiore. E’ un problema di sicurezza pubblica e tutti devono fare il possibile per risolverlo, in primis gli stessi proprietari».
Tra i cani catturati a seguito dell’aggressione, infatti, tre avevano il microchip e quindi è stato possibile individuarne i padroni. «E’ fondamentale – conclude il direttore Bider – che i proprietari abbiano cura dei propri animali, anche perchè se è vero che in prima battuta non rischiano alcuna sanzione ma soltanto un avviso, se il fatto dovesse ripetersi sarebbero soggetti al reato di omessa custodia».

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