La Provincia di Biella > Senza categoria > Assunzioni in Seab, i sospetti del vicesindaco Presa
Senza categoria Biella -

Assunzioni in Seab, i sospetti del vicesindaco Presa

Venerdì su il bisettimanale “il Biellese”, si dava grande risalto a una lettera consegnata una decina di giorni prima presso la Procura della Repubblica di Via Torino, nella quale, due impiegati della Società Ecologica Area Biellese (Seab), che si occupa dello smaltimento dei rifiuti nella nostra provincia, avrebbero dichiarato: “siamo due dipendenti della Seab, per ovvi motivi siamo costretti a mantenere l’anonimato, lavoriamo negli uffici in Via Roma e desideriamo segnalare quello che avviene nei nostri uffici” ovvero “dell’esistenza in Seab di una vera “Amicopoli””.

Venerdì su il bisettimanale “il Biellese”, si dava grande risalto a una lettera consegnata una decina di giorni prima presso la Procura della Repubblica di Via Torino, nella quale, due impiegati della Società Ecologica Area Biellese (Seab), che si occupa dello smaltimento dei rifiuti nella nostra provincia, avrebbero dichiarato: “siamo due dipendenti della Seab, per ovvi motivi siamo costretti a mantenere l’anonimato, lavoriamo negli uffici in Via Roma e desideriamo segnalare quello che avviene nei nostri uffici” ovvero “dell’esistenza in Seab di una vera “Amicopoli””.

Venerdì su il bisettimanale “il Biellese”, si dava grande risalto a una lettera consegnata una decina di giorni prima presso la Procura della Repubblica di Via Torino, nella quale, due impiegati della Società Ecologica Area Biellese (Seab), che si occupa dello smaltimento dei rifiuti nella nostra provincia, avrebbero dichiarato: “siamo due dipendenti della Seab, per ovvi motivi siamo costretti a mantenere l’anonimato, lavoriamo negli uffici in Via Roma e desideriamo segnalare quello che avviene nei nostri uffici” ovvero “dell’esistenza in Seab di una vera “Amicopoli””.

Perché siamo stati testimoni”  – continua la missiva riportata sul giornale della curia – “che la scelta (sulle assunzioni nda) fu a tavolino con criteri soggettivi e non oggettivi”.

Il giornale parla, a questo riguardo di “corvi”, un animale che ha sempre fornito una simbologia dagli opposti significati: animale della preveggenza, messaggero di esseri soprannaturali, portatore di malasorte.

Non essendo ornitologi, non ci addentriamo nella disquisizione se i due dipendenti possano considerarsi veramente dei “corvi”, possiamo però aggiungere che oltre a loro anche altri, in questo periodo, hanno avanzato perplessità sul metodo di assunzione presso la nostra società di rifiuti. Alcune settimane fa, segnatamente il 17 giugno scorso, Diego Presa, Vice Sindaco di Biella con delega all’ambiente, discutendo in una seduta pubblica in seconda Commissione Consiliare ha parlato della stessa società affermando che: “Seab annuncia in continuazione l’assunzione di nuovo personale. Non siamo in una fase di regressione ma di assunzione. Ovviamente l’invito che si fa a tutte le partecipate è quella di valutare nell’ambito di assunzione di nuovo personale quale garanzia puoi dare non solo nel breve periodo ma anche nel medio lungo periodo che altrimenti vengono fuori quelle assunzioni magari pre elettorali fatte da sei mesi e poi con licenziamento a raffica”. “Questo l’ abbiamo visto e vissuto”. “Stranamente” – continua Presa –  “le assunzioni a blocco avvengono, sempre, prima delle elezioni dopodiché se andiamo a vedere che fine hanno fatto quei poveracci assunti per sei mesi scopri che in parte sono stati assunti (solo) per un periodo breve, prelettorale, è una coincidenza…in Seab” – chiosa il Vice Sindaco di Biella. Subito dopo, nella stessa riunione, interviene il consigliere di Fratelli d’Italia Andrea Delmastro che afferma: “ Anche io avevo questa sensazione ma non ho mai osato esprimerla fino in fondo ma, se l’Assessore (Presa nda) me l’avvalora, ne prendo atto, è un fatto gravissimo, non si deve fermare a dirlo in commissione ma anche nelle sedi competenti”.

Questi i fatti come abbiamo potuto, fin qui, registrarli. Non spetta a questo o altri giornali trarre conclusioni di sorta o andare oltre al sacrosanto diritto dei cittadini di essere informati rispetto a quanto avviene nei palazzi della politica o delle società che sono, dalla politica, direttamente o indirettamente controllate.  A questo punto attendiamo di capire, dalla Procura  della Repubblica, di quali “corvi” si possa parlare. E dalla politica siamo curiosi di sapere che sviluppi prenderanno parole che, sicuramente, non sono frutto di un “sen fuggito” ma al contrario affermazioni ponderate, verificate e degne di essere comprese da tutte e tutti noi.

Roberto Pietrobon

www.alasinistra.org

Articolo precedente
Articolo precedente