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“Varnero ha agito con assoluta correttezza”

Il sindaco Marco Cavicchioli difende il suo assessore e spiega l'iter che porterà alla rinuncia di Valerio Varnero all'ultimo incarico professionale "privato" che ancora ricopriva a Biella.

Il sindaco Marco Cavicchioli difende il suo assessore e spiega l’iter che porterà alla rinuncia di Valerio Varnero all’ultimo incarico professionale “privato” che ancora ricopriva a Biella.

Il sindaco Marco Cavicchioli difende il suo assessore e spiega l’iter che porterà alla rinuncia di Valerio Varnero all’ultimo incarico professionale “privato” che ancora ricopriva a Biella.

Per sgomberare il campo da polemiche pretestuose e da speculazioni politiche prive di fondamento preme rilevare che l’architetto Valeria Varnero, senza ricevere nessuna sollecitazione in merito, aveva già in data (come da PEC) 19.06.2014 comunicato al proprio Ordine Professionale che – a seguito della propria nomina ad Assessore ai lavori pubblici – avrebbe sospeso la propria attività professionale nel territorio del Comune di Biella.

Pertanto a partire dalla propria nomina e ben prima di qualsiasi polemica, l’architetto Varnero aveva formalmente sospeso la propria attività di architetto rifiutando di assumere nuovi incarichi nella città di Biella.

Entrando nel merito delle critiche mosse da Lega Nord e Fratelli d’Italia si osserva come in capo all’architetto Varnero residui un precedente incarico professionale, conferitole nel corso del 2011, per la realizzazione – in qualità di progettista e direttore dei lavori – di un edificio ad uso commerciale.

Tale progetto fu autorizzato dal Comune nel mese di aprile 2013 ed i lavori sono iniziati nel mese di ottobre 2013, pertanto durante la precedente amministrazione di centro destra, e lo stesso dicasi per la richiesta di autorizzazione di una modesta variante presentato primi giorni dello scorso mese di maggio.

Come si può ben comprendere si tratta di attività professionali espletate in periodo molto antecedente l’inizio dell’attività amministrativa dell’assessore Varnero.

Per quanto concerne l’attività di direzione dei lavori presso il medesimo cantiere è evidente che un professionista non può recedere da un giorno all’altro da un incarico professionale così delicato e che coinvolge anche aspetti relativi alla sicurezza, cagionando un grave danno alla società committente.

Premesso che è trascorso appena un mese dalla nomina ad assessore,  in questi giorni la società committente ha reperito un professionista che ha accettato di subentrare nell’incarico e pertanto, non appena verranno espletate le relative formalità di legge, l’architetto Varnero potrà rinunciare anche alla direzione dei lavori nell’unico residuo cantiere presso il quale prestava la propria attività.

Chiunque può pertanto comprendere che l’architetto Varnero ha agito secondo canoni di assoluta correttezza: le opposizioni sono libere di sollevare, anche in modo pretestuoso, le polemiche che preferiscono mentre per parte sua la giunta ha il dovere di rispondere con i fatti, ovvero proprio quelli che sono mancati negli ultimi cinque anni.

Marco Cavicchioli

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