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Turismo nel Biellese, un flop annunciato e il presidente dell’Atl dovrebbe dimettersi

Il 19 ottobre scorso, ben sei mesi dopo la loro pubblicazione sul sito della Regione Piemonte, anche Biella ha presentato al pubblico i dati sul turismo locale, ma la cosa è comprensibile. Per produrre “Turismo Biellese e Vercellese 2016” infatti, 75 pagine compresa copertina, gradevole e zeppo di dati, completo di “conversion" e “redemption" ma, soprattutto, di speranze, e che ha impegnato certamente, per redigerlo, più persone che i turisti di cui narra, sei mesi paiono un tempo adeguato.

Il 19 ottobre scorso, ben sei mesi dopo la loro pubblicazione sul sito della Regione Piemonte, anche Biella ha presentato al pubblico i dati sul turismo locale, ma la cosa è comprensibile. Per produrre “Turismo Biellese e Vercellese 2016” infatti, 75 pagine compresa copertina, gradevole e zeppo di dati, completo di “conversion” e “redemption” ma, soprattutto, di speranze, e che ha impegnato certamente, per redigerlo, più persone che i turisti di cui narra, sei mesi paiono un tempo adeguato.

Il 19 ottobre scorso, ben sei mesi dopo la loro pubblicazione sul sito della Regione Piemonte, anche Biella ha presentato al pubblico i dati sul turismo locale, ma la cosa è comprensibile. Per produrre “Turismo Biellese e Vercellese 2016” infatti, 75 pagine compresa copertina, gradevole e zeppo di dati, completo di “conversion” e “redemption” ma, soprattutto, di speranze, e che ha impegnato certamente, per redigerlo, più persone che i turisti di cui narra, sei mesi paiono un tempo adeguato.

Noi che siamo più prosaici (e forse meno gradevoli), siamo andati al sodo e, come avevamo annunciato tre mesi fa, il turismo nel Biellese è proprio calato. Dunque sorge un dubbio malizioso… non è che quei sei mesi sono serviti (anche) per trovare il modo di presentarli, quei brutti numeri? E se qualcuno pensasse che se Atene piange Sparta non ride, gli diciamo invece che il Piemonte ride, eccome. E Vercelli? Ride anche Vercelli.

Sarà forse per via delle tante risaie (ma noi crediamo, soprattutto, delle molte iniziative e la capacità di fare sinergia) anche Vercelli riporta, alla voce “arrivi”, un segno più.

Ma ecco i dati 2016 su 2015: Piemonte: +2,67% * Vercelli: +2,13% * Biella: -1,35%. E in termini assoluti, Biella rispetto a Vercelli nel 2016, 10.000 arrivi in meno circa. Dispiace leggere questo dato; ma ancora di più vedere che il presidente dell’ATL, che nel 2016 urlava ai quattro venti i successi turistici del 2015 rispetto al 2014 (trascurando il fatto che in quell’anno c’era la passione di Sordevolo) ora non faccia un po’ di autocritica e magari, con un gesto signorile, restituisca il suo mandato.
C’è un ottimismo che produce soluzioni e un altro solo proclami elettorali. Mentre quello dei nostri vicini è facilmente ascrivibile al primo tipo (vedi concorso Viotti, Guggenheim…) il nostro è irrimediabilmente del secondo tipo; e dissimula troppo spesso solo fumo con la manovella.

E a proposito di manifestazioni di successo (e di insuccesso) alla stessa ATL abbiamo chiesto il 25 gennaio di quest’anno, un resoconto di “Assaggio a nord ovest”, costata 17.000 euro di contributi pubblici (tra ATL, Comune di Biella e CCIAA BI-VC); nemmeno una risposta; chissà se loro ce l’hanno. Purtroppo però, non potendo vivere di pane e proclami e visto che non siamo a Capracotta ma nella provincia al 35° posto per vivibilità (ma sarà vero?), dovremo inventarci qualcos’altro che faccia entrare risorse turistiche.

Del resto è noto che, mentre le rane vercellesi hanno i denti, i rospi biellesi ne sono sprovvisti e possono spaventare solo con l’apparenza del loro aspetto, suscitando l’ilarità campanilistica del Gipin e della Catlina.
Paolo Mander

 

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