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Sfasciarono il banchetto dei “nostalgici”, condannati

Alla vista di gadget e oggetti inneggianti a Benito Mussolini, avevano perso la pazienza. La discussione con i militanti di Giovane Italia (la "ex" Azione Giovani) era degenerata e tre antifascisti militanti gli avevano sfasciato il banchetto.

Alla vista di gadget e oggetti inneggianti a Benito Mussolini, avevano perso la pazienza. La discussione con i militanti di Giovane Italia (la “ex” Azione Giovani) era degenerata e tre antifascisti militanti gli avevano sfasciato il banchetto.

Alla vista di gadget e oggetti inneggianti a Benito Mussolini, avevano perso la pazienza. La discussione con i militanti di Giovane Italia (la “ex” Azione Giovani) era degenerata e tre antifascisti militanti gli avevano sfasciato il banchetto. A distanza di cinque anni da quell’episodio, avvenuto a gennaio 2010 in piazza Santa Marta, i tre biellesi sono stati condannati in primo grado. Si tratta di Umberto Raviola, 25 anni, Barbara Canova, 46, e Pietro Giordani, 24. La pena inflitta a tutti e tre è di sette mesi di reclusione (sospesi) più il risarcimento del danno.

I tre imputati, accusati di minacce, ingiurie e danneggiamenti, si sono presentati in aula con un volantino recante la scritta “l’antifascismo non si processa”.

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