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“Serve un segnale forte contro la guerra”

Marco Abate: "Nel nostro piccolo, chiedo sia dato almeno un segnale da parte delle amministrazioni del Biellese, e di quella di Cossato, un segnale forte contro questa assurda guerra che attraverso un dibattito o un ordine del giorno condiviso, stigmatizzi i comportamenti di chi continua a uccidere: è una vergogna che non può passare inosservata a chi è distante".

Marco Abate: “Nel nostro piccolo, chiedo sia dato almeno un segnale da parte delle amministrazioni del Biellese, e di quella di Cossato, un segnale forte contro questa assurda guerra che attraverso un dibattito o un ordine del giorno condiviso, stigmatizzi i comportamenti di chi continua a uccidere: è una vergogna che non può passare inosservata a chi è distante”.

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Marco Abate, membro della lista civica “Cossato Futura”.

“Il comune di Cossato è sempre stato in prima linea per diffondere, per quanto possibile, la cultura della pace, come il gemellaggio con il villaggio arabo israeliano di Nevè Shalom – scrive -. E’ chiaro che tutte queste iniziative non sono servite per risolvere le gravissime e purtroppo irrisolte problematiche della terra di Palestina. Il principio fondante di queste iniziative era quello di diffondere e sostenere la cultura della pace nelle nostre scuole e nelle nostre città, ed aiutare tutti, in particolare i giovani, a capire la necessità di affrontare i conflitti in modo pacifico, non solo per quanto riguarda le tragedie mediorientali, ma anche nei piccoli grandi conflitti di ogni giorno. Pensando a queste iniziative e in qualità di ex assessore alla Pace del comune di Cossato, mi sembra doveroso da parte mia, in un momento così tragico, lanciare un appello. Le notizie narrano di una Gaza bombardata. Le agenzie parlano di più di mille morti, migliaia di feriti, persone che hanno per sorte un tragico destino e in dote un futuro che non c’è. Ognuno avrà le proprie ragioni, ma vorrei che non si versasse sangue per questo. Nel nostro piccolo chiedo sia dato almeno un segnale da parte delle Amministrazioni del biellese, e di quella di Cossato, un segnale forte contro questa assurda guerra che attraverso un dibattito o un ordine del giorno condiviso, stigmatizzi i comportamenti di chi continua a uccidere: è una vergogna che non può passare inosservata a chi è distante”.

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