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Provincia, stipendi crollati della metà

Il depotenziamente delle amministrazioni provinciali fino a trasformarle in qualcosa di indefinito ha perlomeno provocato anche una diminuzione dei costi di gestione e di quelli relativi al personale in particolare.

Il depotenziamente delle amministrazioni provinciali fino a trasformarle in qualcosa di indefinito ha perlomeno provocato anche una diminuzione dei costi di gestione e di quelli relativi al personale in particolare.

Il depotenziamente delle amministrazioni provinciali fino a trasformarle in qualcosa di indefinito ha perlomeno provocato anche una diminuzione dei costi di gestione e di quelli relativi al personale in particolare. Per quanto riguarda i soli dirigenti, in appena quattro anni la Provincia di Biella è scesa da un esborso di 611mila euro del 2010 ai 309mila dell’anno scorso, ultimo dato disponibile, con un risparmio dunque di circa la metà.  Cinque anni fa l’ente aveva oltre al segretario generale altri sette dirigenti per ognuno dei settori organizzativi: territorio, innovazione, economia, lavori pubblici, ambiente e agricoltura, lavoro, affari generali. Scomparsa la figura del segretario, con un risparmio netto di 104mila euro, oggi i dirigenti sono appena quattro: Maria Luisa Conti con un lordo annuo di 79.681 euro per un netto in busta paga di 44.813 euro; Giorgio Mosca con 77.676 euro equivalenti a 43.829 netti; Giorgio Saracco con 77.333 lordi per un netto di 43.661 e  Davide Zanino con 75.033 lordi e un netto di 42.532 netti.

Per quanto riguarda gli amministratori, il presidente Emanuele Ramella Pralungo ha denunciato un reddito di 16.706 euro. L’elenco dei  consiglieri comprende: Massimo Biasetti 56.102 euro, Franco Botta 80.076 euro, Gabriella Di Lanzo 20.771 euro, Giuseppe Faraci 17.941 euro; Vincenzo Ferraris 41.818 euro; Mauro Ferraro Fornera 48.629 euro; Paolo Galuppi 26.452 euro; Federico Maio 10.885 euro; Enrico Moggio 111.557 euro; Paolo Rizzo 32.771 euro.

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