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“Profughi ospitati nell’ex Pronto soccorso? Ci opporremo in ogni modo”

Dopo le polemiche sull'accoglienza e sulle persone rimaste per alcuni giorni accampate ai giardini Zumaglini, riesplode quella sul futuro del vecchio ospedale e in particolare dei locali dell'ex Pronto soccorso. A riaccendere la miccia è l'eventualità che vengano utilizzati per dare un tetto ai richiedenti asilo che arrivano sul territorio. Un'ipotesi che Lega Nord continua a respingere.

Dopo le polemiche sull’accoglienza e sulle persone rimaste per alcuni giorni accampate ai giardini Zumaglini, riesplode quella sul futuro del vecchio ospedale e in particolare dei locali dell’ex Pronto soccorso. A riaccendere la miccia è l’eventualità che vengano utilizzati per dare un tetto ai richiedenti asilo che arrivano sul territorio. Un’ipotesi che Lega Nord continua a respingere.

Dopo le polemiche sull’accoglienza e sulle persone rimaste per alcuni giorni accampate ai giardini Zumaglini, riesplode quella sul futuro del vecchio ospedale e in particolare dei locali dell’ex Pronto soccorso. A riaccendere la miccia è l’eventualità che vengano utilizzati per dare un tetto ai richiedenti asilo che arrivano sul territorio. Un’ipotesi che Lega Nord continua a respingere.

“Qualsiasi amministratore mediamente competente – sostiene il segretario provinciale Michele Mosca – capisce che l’apertura del Pronto Soccorso del vecchio ospedale equivale a far arrivare sul territorio almeno 200 nuovi immigrati che renderebbero impossibile una civile convivenza nel centro cittadino del capoluogo. Lega Nord si opporrà con ogni mezzo a disposizione a questa possibilità ventilata dal sindaco Cavicchioli ancora di più alla luce del fatto che proprio in questo momento altri 9 pakistani, appena giunti in provincia, stanno espletando le pratiche di riconoscimento ed ottenimento del visto provvisorio, mentre in giornata sono attesi ulteriori 9 clandestini sbarcati nei giorni scorsi, che su indicazione della Prefettura di Torino dovranno trovare sistemazione in qualche struttura già operativa”.

Mosca parla di “situazione al collasso” e invita il sindaco “a farsi portavoce del malessere che si respira in città provvedendo a comunicare che il territorio biellese è saturo e non vi è altra possibilità di individuare strutture per l’accoglienza”.

“Inoltre – conclude Mosca – è bene prendere immediati provvedimenti circa i cittadini di etnia pakistana che pare abbiano inspiegabilmente individuato come rotta privilegiata quella che li conduce a Biella e continuano incessantemente ad arrivare con mezzi propri dalla scorsa settimana. E’ necessario dare un segnale forte per far sì che questa rotta, evidentemente scoperta o suggerita ritenendo di arrivare in un territorio ricco e in grado di offrire illimitate possibilità di lavoro, venga immediatamente abbandonata. L’unica soluzione, nostro malgrado, dopo aver garantito loro le condizioni minime di sussistenza è il respingimento”.

Michele Mosca

Segretario Provinciale Lega Nord

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