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“Prima di ridurre i posti letto del nuovo ospedale, serve un’analisi attenta”

Sta per iniziare la battaglia sui posti letto del nuovo ospedale. Da una parte chi vorrebbe ridurli per risparmiare a livello regionale, dall'altra chi pensa che una scelta del genere scatenerebbe un effetto boomerang. Ma il problema principale è stabilire quali siano i reparti da ridimensionare.

Sta per iniziare la battaglia sui posti letto del nuovo ospedale. Da una parte chi vorrebbe ridurli per risparmiare a livello regionale, dall’altra chi pensa che una scelta del genere scatenerebbe un effetto boomerang. Ma il problema principale è stabilire quali siano i reparti da ridimensionare.

Sta per iniziare la battaglia sui posti letto del nuovo ospedale. Da una parte chi vorrebbe ridurli per risparmiare a livello regionale, dall’altra chi pensa che una scelta del genere scatenerebbe un effetto boomerang. Ma il problema principale è stabilire quali siano i reparti da ridimensionare.

In settimana il consigliere regionale Barazzotto incontrerà l’assessore Antonio Saitta e il direttore del settore Moirano per analizzare meglio la realtà del nostro nuovo ospedale e del nostro territorio.

“Pur condividendo i principi base della Regione Piemonte in campo sanitario, ossia l’analisi che prende in considerazione prestazioni, ricoveri e visite per determinare quali siano i reparti “efficienti” e quali invece potrebbero subire variazioni – spiega Barazzotto -, ci sono altri fattori da valutare con maggiore attenzione prima di prendere decisioni definitive”.

“Prima di parlare di tagli di posti letto e di razionalizzazioni – continua l’esponente del Pd – occorre procedere ad un’attenta analisi dell’età della popolazione biellese. Il 26,3% di essa, infatti, supera i 65 anni di età. Un biellese su quattro è in età da pensione e la percentuale degli over 60 supera il 33%. Ne consegue che per il nostro territorio il reparto di geriatria è tutt’altro che marginale. Se è vero che a seguito di alcuni ricoveri i posti letto post acuzie del privato potrebbero sostituire altrettanti posti letto nel settore pubblico, è assolutamente evidente che la maggior parte dei ricoveri di un anziano che ha subito un intervento necessitano della permanenza nella struttura sanitaria, con la presenza di medici, cure e assistenza ospedaliera”.

La speranza di Barazzotto è che non vengano prese decisioni avventate.

“Prima di pensare al settore privato – conclude -, dobbiamo valutare con estrema attenzione il rapporto costi/benefici, specie quando abbiamo un personale pubblico di altissima qualità e professionalità operante in una struttura che oggi è la più moderna e nuova del Piemonte”.

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