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Petizione contro l’immigrazione selvaggia

“L’Italia è allo sfascio completo! Le nostre famiglie  non hanno più di che sfamarsi, la disoccupazione al 13% ogni mese aumenta, ci sono famiglie che abitano nelle auto, nei garage e per le strade, in cerca di cibo nei cassonetti dell’immondizia non per loro scelta!”. Sono questi i toni indignati della petizione lanciata online lo scorso 24 giugno da Monia Ghiraldi, biellese abitante a Chiavazza. A caratteri cubitali Monia urla la rabbia che la accomuna a tante persone portate alla disperazione dalla crisi economica.

“L’Italia è allo sfascio completo! Le nostre famiglie  non hanno più di che sfamarsi, la disoccupazione al 13% ogni mese aumenta, ci sono famiglie che abitano nelle auto, nei garage e per le strade, in cerca di cibo nei cassonetti dell’immondizia non per loro scelta!”. Sono questi i toni indignati della petizione lanciata online lo scorso 24 giugno da Monia Ghiraldi, biellese abitante a Chiavazza. A caratteri cubitali Monia urla la rabbia che la accomuna a tante persone portate alla disperazione dalla crisi economica.

“L’Italia è allo sfascio completo! Le nostre famiglie  non hanno più di che sfamarsi, la disoccupazione al 13% ogni mese aumenta, ci sono famiglie che abitano nelle auto, nei garage e per le strade, in cerca di cibo nei cassonetti dell’immondizia non per loro scelta!”. Sono questi i toni indignati della petizione lanciata online lo scorso 24 giugno da Monia Ghiraldi, biellese abitante a Chiavazza. A caratteri cubitali Monia urla la rabbia che la accomuna a tante persone portate alla disperazione dalla crisi economica.

«Ogni giorno la gente firma, perché crede nella causa – commenta la combattiva attivista, che anche dal suo profilo Facebook ingaggia una battaglia a colpi di status velenosi contro i politici nostrani – In un paio di mesi abbiamo quasi raggiunto le 4000 firme, credo che questo sia indicativo. Dietro la petizione non c’è nessun movimento politico, ma soltanto un popolo stanco. Stanco dell’immigrazione selvaggia, del finto buonismo radical chic di chi dovrebbe fare le leggi, di chi al posto che pensare ad aiutare le famiglie italiane pensa a chi italiano non è».

L’appello è stato lanciato da Monia a livello nazionale, ma la biellese non esita a definire disastrosa anche la situazione locale: «Biella non offre più niente, se ne vanno anche gli immigrati, centinaia di famiglie vanno alla mensa dei poveri e anche qui continuano ad arrivare persone da fuori».

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