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Meno male che c’è Dino

di Giuliano Ramella

di Giuliano Ramella

Il tema dominante di questa estate, che precede un autunno da molti previsto terribile e micidiale, è la storia infinita del berlusconismo agonizzante e del suo principale interprete giunto al capolinea di un'avventura politica che ha cambiato l'Italia e, soprattutto, gli italiani. La Berlusconi Story ha il merito di travestire il tramonto del nostro popolo, del nostro Paese, nel crepuscolo del protagonista dell'ultimo ventennio per il quale piazzale Loreto è stata un'aula di Cassazione e Walter Audisio (il “colonnello Valerio”) un Antonio Esposito che sembra uscito dalla commedia dell'arte.  La tragica grandezza del mattatore si stempera così nel macchiettismo di un teatrino affollato di giornalisti d'assalto e d'assedio, di pitonesse fantasiose e petulanti, di figuranti atterriti dal proprio destino di orphanage.  E intanto la nave va, come la Costa Concordia davanti all'isola del Giglio.
In sedicesimo succede lo stesso nella nostra piccola patria dove il protagonista dell'ultimo quinquennio, il sindaco di Biella Dino Gentile.  

La rubrica integrale è pubblicata sulla Provincia di Biella in edicola oggi.

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