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L’asilo di Campiglia diventa pubblico

Da una parte la chiusura delle scuole primarie di Vaglio, a Biella, e Valle Mosso (frazione Falcero), dall'altra il salvataggio della scuola dell'infanzia di Campiglia Cervo. E' quanto decretato dal dimensionamento scolastico messo in atto dalla Regione.

Da una parte la chiusura delle scuole primarie di Vaglio, a Biella, e Valle Mosso (frazione Falcero), dall’altra il salvataggio della scuola dell’infanzia di Campiglia Cervo. E’ quanto decretato dal dimensionamento scolastico messo in atto dalla Regione.

Da una parte la chiusura delle scuole primarie di Vaglio, a Biella, e Valle Mosso (frazione Falcero), dall’altra il salvataggio della scuola dell’infanzia di Campiglia Cervo. E’ quanto decretato dal dimensionamento scolastico messo in atto dalla Regione.

“Nel Biellese – spiega il consigliere regionale Vittorio Barazzotto – sono state chiuse due scuole primarie. E’ successo per mancanza di iscritti, perché la didattica stessa sarebbe risultata insufficiente. Lo stesso documento di riordino scolastico ha però permesso che la scuola dell’infanzia di Campiglia da privata diventasse pubblica, in una vicenda che ho seguito da vicino sin dalla richiesta fattami dai sindaci della Valle Cervo”.

“La storia inizia quest’estate, da un incontro fatto in  valle con gli amministratori di Quittengo, Campiglia, San Paolo, Rosazza e Piedicavallo – racconta Barazzotto -. Sul tavolo della discussione i tanti problemi legati a finanziamenti in ritardo o mancanti di cui mi sono occupato in questi mesi, e poi una richiesta specifica e sentita: quella di provare a rendere pubblica la scuola dell’infanzia, perché i costi per conservarla privata sono diventati troppo alti e le amministrazioni non ce la fanno più. Ho parlato subito dell’esigenza con l’assessore, ne ho seguito da vicino l’iter, che oggi sembra giunto alla conclusione con esito favorevole. Manca ancora qualche passaggio, ma è molto probabile che dal prossimo autunno i venti bambini dei cinque Comuni possano restare nella loro scuola. Ed è altrettanto probabile che il numero aumenti con l’aumentare del servizio. I requisiti c’erano, accresciuti dalla volontà di Campiglia, San Paolo e Quittengo di fondersi in un unico Comune. Per la decisione ha poi contribuito la superficie territoriale di quasi 50 chilometri quadrati, includendo anche Rosazza e Piedicavallo, con l’asilo più prossimo a quasi 10 chilometri dal centro più distante. Anche la sede sarà nuova, e per la ristrutturazione dei locali gli amministratori hanno utilizzato i fondi governativi messi a disposizione da Renzi per l’edilizia scolastica”.

“Si tratta di un esempio virtuoso – cpnclude -, seguito con passione assieme al sindaco di Campiglia Touscoz, che è andato a buon fine. Un esempio positivo che aiuterà le famiglie dell’alta Valle Cervo e che contribuirà a mantenere servizi anche per i residenti delle valli e della montagna.

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