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“Il Biellese e la Valsessera dicono no alla diga”

La battaglia dei "No diga" contro l'invaso in Valsessera è tutt'altro che terminata. Sabato è in programma un convegno per ribadire le ragioni degli oppositori dell'opera: "Il Biellese e la Valsessera dicono no alla diga".

La battaglia dei “No diga” contro l’invaso in Valsessera è tutt’altro che terminata. Sabato è in programma un convegno per ribadire le ragioni degli oppositori dell’opera: “Il Biellese e la Valsessera dicono no alla diga”.

La lotta dei “No diga” contro l’invaso sul Sessera è tutt’altro che terminata. Sabato è in programma un convegno per ribadire le ragioni degli oppositori dell’opera: “Il Biellese e la Valsessera dicono no alla diga”.

L’appuntamento, organizzato dal Partito democratico, si svolgerà alle 10 a Pray, nei locali della Pro Loco, in via Roma.

“Faremo il punto sullo stato della nostra battaglia contro la realizzazione dell’invaso – spiega Paolo Furia, segretario provinciale del Pd -. In questa occasione raccoglieremo anche i primi contributi per finanziare il ricorso che il comitato Custodiamo la Valsessera ha lanciato per fermare la diga”.

Saranno presenti, tra gli altri, il segretario regionale del Pd, Davide Gariglio, e la consigliera regionale Silvana Accossato, oltre ai rappresentanti biellesi del Pd in Regione e a Roma, Vittorio Barazzotto e Nicoletta Favero, e al presidente del comitato Custodiamo la Valsessera, Marcello Vaudano.

“Il Partito Democratico Biellese – prosegue Furia – continua a schierarsi contro la realizzazione di questa grande opera, che per il momento è valutata circa 330 milioni di euro, destinati ad aumentare se applicate le prescrizioni che il Ministero dell’Ambiente e il Ministero delle Beni Culturali hanno formulato. È necessario che la Regione Piemonte assuma una posizione netta di contrarietà all’opera, facendo seguito alle dichiarazioni giornalistiche del presidente Chiamparino secondo le quali “la diga non è tra le priorità””.

“Sarebbe inoltre – conclude – un dispendio di risorse pubbliche inaccettabile su un territorio che ancora aspetta i trasferimenti necessari a sistemare la propria rete stradale, già compromessa dallo stato precario dell’ente provincia e dalle calamità naturali dello scorso autunno”.

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