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Gallerie aperte e studenti al caldo. Almeno fino a fine anno

Primi passi per la neonata amministrazione provinciale, che ha affrontato i primo temi caldi sul tavolo: viabilità e riscaldamento nelle scuole.

Primi passi per la neonata amministrazione provinciale, che ha affrontato i primo temi caldi sul tavolo: viabilità e riscaldamento nelle scuole.

Primi passi per la neonata amministrazione provinciale, che ha affrontato i primo temi caldi sul tavolo: viabilità e riscaldamento nelle scuole.

Venerdì, nel primo pomeriggio, il presidente Emanuele Ramella Pralungo ha incontrato il legale rappresentante di Enerbit – società partecipata della Provincia di Biella al 51% – con il quale è stato trovato un accordo affinché la società stessa possa garantire aule riscaldate e manutenzione degli impianti delle gallerie delle strade provinciali del Biellese.

Ramella ha di fatto dato mandato agli uffici provinciali affinché attribuiscano ad Enerbit le risorse finanziare che permettano di garantire questi servizi essenziali almeno fino a fine anno.

Si tratta di stanziamenti che nulla hanno a che vedere con la promessa erogazione da parte della Regione Piemonte di circa  554.000 mila euro. Questi ultimi fondi, infatti, non sono null’altro che il pagamento da parte della Regione delle funzioni delegate che la Provincia esercita in nome e per conto della Regione stessa (e che costano alla Provincia oltre  3 milioni di euro).

L’intesa con Enerbit è, ancora una volta, una “misura di emergenza”, che tuttavia dovrebbe garantire un po’ di tranquillità ai cittadini biellesi: non ci saranno né lezioni al freddo, né  gallerie chiuse per mancata erogazione di energia elettrica o sospensione delle manutenzioni.

“Nel frattempo – comunicano dalla provincia – si lavora sul fronte della risoluzione dei problemi relativi alla viabilità, in vista dell’ormai prossimo inverno, e per tentare di mettere in sicurezza il  bilancio provinciale, onde giungere ad una soluzione definitiva e strutturale che metta la parola fine agli interrogativi e alle incertezze sulla fornitura di servizi che rischiano di compromettere, almeno in parte,  il normale svolgersi delle attività quotidiane come gli spostamenti, e di diritti essenziali, come quello all’istruzione”.

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