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Fratelli d’Italia affida la Cultura al biellese Delmastro

Parte da Biella il tentativo della destra italiana di "ricucire" i rapporti con i propri intellettuali. E' Andrea Delmastro, infatti, il nuovo responsabile nazionale per la cultura di Fratelli d'Italia. La nomina è arrivata ieri nel corso dell'esecutivo nazionale del partito.

Parte da Biella il tentativo della destra italiana di “ricucire” i rapporti con i propri intellettuali. E’ Andrea Delmastro, infatti, il nuovo responsabile nazionale per la cultura di Fratelli d’Italia. La nomina è arrivata ieri nel corso dell’esecutivo nazionale del partito.

Parte da Biella il tentativo della destra italiana di “ricucire” i rapporti con i propri intellettuali. E’ Andrea Delmastro, infatti, il nuovo responsabile nazionale per la cultura di Fratelli d’Italia.

La nomina è arrivata ieri nel corso dell’esecutivo nazionale del partito.

Ovviamente soddisfatto l’ex assessore del Comune di Biella, anche perché la sua scelta sembra essere stata accolta con favore nei “circoli” dei pensatori di destra, come dimostra il commento pubblicato su uno dei siti di riferimento, Barbadillo.it: “Alla cultura è stato nominato uno dei più brillanti dirigenti della generazione Fdg-Ag (Fronte della gioventù – Aziona Giovani, ndr), Andrea Delmastro di Biella, attento ai temi della identità, mai prigioniero della nostalgia”.

“Sono molto orgoglioso – sottolinea lo stesso Delmastro – che il sito Barbadillo, dove si confrontano molti intellettuali di destra, abbia rilevato e apprezzato la cosa. Mi fa ben sperare in ordine alla possibilità di recuperare una serie di intellettuali, fermo restando il confine e la differenza di ruolo tra loro e i politici. E’ necessario sanare la ferita profonda che si è creata: loro hanno bisogno di sperimentare le idee sulle gambe, il sudore e la passione del movimento; il movimento ha bisogno di affinare le proprie armi nella costruzione di una visione del mondo per il tramite di suggestioni culturali”.

Delmastro sa che dovrà rimboccarsi le maniche: “Non sarà facile – spiega – ritessere i rapporti con un mondo culturale che ha reciso il cordone ombelicale con una politica appiattita sulla destra liberale e liberista, una visione che  può e deve essere solo una delle tante culture di destra, senza la presunzione di essere egemonica”.

L’idea è quella di puntare ad una riscoperta degli autori del Novecento, andando contemporaneamente alla ricerca di nuovi punti di riferimento tra quelli odierni per “ricominciare a fare una sana critica ad una società che evidentemente non è perfetta”.

“Vi sono mille modelli e mille scrittori – conclude Delmastro – che hanno ancora qualcosa da dirci oggi. Ripartiamo da loro per capire quelli nuovi, come magari Nicolai Lilin, autore di un romanzo formativo che poco cede alla cultura della sinistra”.

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