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Caro Andrea Delmastro, è finita la pacchia!

Un articolo di Roberto Pietrobon

L’Onorevole Andrea Delmastro delle Vedove è riuscito a battere sul tempo i suoi colleghi biellesi. Va a lui, infatti, la palma d’oro del primo politico locale ad essere balzato agli onori della cronaca nazionale per aver detto nell’aula di Montecitorio “la pacchia per loro deve essere finita” riferendosi ai migranti respinti dalle nostre coste. Mentre interveniva, il deputato meloniano, è stato richiamato dal Presidente della Camera Roberto Fico che, interrompendolo, lo ha ammonito così: “usi termini adeguati. Sono persone che migrano, non fanno nessuna pacchia”. Questo siparietto ha fatto il giro del web e diversi commentatori lo hanno ripreso evidenziando la totale sudditanza degli ex aennini al Salvini pensiero, un ulteriore dimostrazione di quanto, oramai, Fratelli d’Italia sia totalmente succube della Lega e del suo leader (al quale ruba anche gli slogan). Sarebbe da domandare, all’Onorevole Delmastro, dove sia finito il tanto sbandierato “giuramento dei patrioti” che – pronunciato solennemente all’altare della Patria – aveva impegnato i futuri parlamentari di FdI a “non tradire” (l’alleanza di centro destra nda).

Ne parlammo a febbraio qui, ricordando a Delmastro che difficilmente i suoi alleati avrebbero rispettato quel giuramento. Mai avremmo pensato, però, che il primo “traditore” del centro destra sarebbe stato lui (e i suoi sodali), appoggiando (con un’astensione benevola) un governo a guida 5 Stelle definiti, in tutta la campagna elettorale, “l’altra sinistra”.

A parte i giuramenti farlocchi quello che ci preme chiedere, all’avvocato biellese, è proprio riferito al suo pugnace intervento alla Camera. Caro Onorevole, Lei parla di “pacchia finita” ma forse il Suo era un lapsus freudiano, un’esortazione auto riferita a se e ai suoi colleghi. Mai, dico mai, nella Storia Repubblicana un Parlamento era stato inattivo per ben 90 giorni dal suo insediamento. Novanta giorni dove Lei e i Suoi colleghi avete sicuramente potuto ammirare le bellezze della Città Eterna, scoprirne gli angoli nascosti e prendere confidenza con l’ottima cucina romana. Novanta giorni dove Lei e i Suoi colleghi siete costati quasi 200 milioni di euro (solo alla Camera!) tra stipendi, diaria, funzionari e strutture a vostra disposizione. Solo Lei, nei 90 giorni di “pacchia”, ha percepito circa 12 mila euro netti al mese, 36 mila euro dal 7 marzo per non fare praticamente nulla.

Forse, Onorevole Delmastro, mai lapsus fu più appropriato: finalmente la Sua pacchia è finita e ora potrà, finalmente, dimostrare di guadagnarsi i 12 mila euro (netti!) che lo Stato italiano le accredita ogni mese in banca.

Roberto Pietrobon

Un Commento

  • alberti Gaetano ha detto:

    Chi aspira ad una societa’ impostata sulle regole e sul rispetto delle stesse oggi non puo’ che affidarsi alla destra. Chi vuole fare quello che vuole e’ senz’altro di sinistra. L’On Del Mastro ha l’appoggio di tutta la gente per bene che definisce la destra Fascista.
    A tutti i comunisti di oggi propongo che venga regalata una bandiera rossa con falce e martello con l’obbligo di appenderla sul balcone, cosi’ sappiamo con chi abbiamo a che fare Vedo dei bei giovanotti africani che passeggiano tutto il giorno in bicicletta con all’orecchio un telefonino. Mangiano a sbafo mentre gli operai lavorano. Se questa non e’ pacchia ditemi che cos’e’ !!!
    Complimenti all’On Del Mastro.

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