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Addio all’Atc di Biella

La giunta regionale ha approvato il  disegno di legge, proposto dell’assessore Augusto Ferrari, che passa ora all’esame del Consiglio, relativo alla riduzione da 7 a 3 delle Agenzie territoriali per la casa: Piemonte Nord, in sostituzione di quelle di Novara-VCO, Biella e Vercelli; Piemonte centrale, che subentra a quella di Torino; Piemonte Sud, che accorpa quelle di Alessandria, Asti e Cuneo.

La giunta regionale ha approvato il  disegno di legge, proposto dell’assessore Augusto Ferrari, che passa ora all’esame del Consiglio, relativo alla riduzione da 7 a 3 delle Agenzie territoriali per la casa: Piemonte Nord, in sostituzione di quelle di Novara-VCO, Biella e Vercelli; Piemonte centrale, che subentra a quella di Torino; Piemonte Sud, che accorpa quelle di Alessandria, Asti e Cuneo.

La giunta regionale ha approvato il  disegno di legge, proposto dell’assessore Augusto Ferrari, che passa ora all’esame del Consiglio, relativo alla riduzione da 7 a 3 delle Agenzie territoriali per la casa: Piemonte Nord, in sostituzione di quelle di Novara-VCO, Biella e Vercelli; Piemonte centrale, che subentra a quella di Torino; Piemonte Sud, che accorpa quelle di Alessandria, Asti e Cuneo.

Il riordino, inserito nella Legge finanziaria regionale del 2013 in attuazione delle disposizioni statali sul contenimento della spesa, comprende diverse novità: ogni Atc avrà un consiglio di amministrazione di soli tre componenti che sceglierà il direttore generale all’interno di un elenco regionale di idonei costituito a seguiti di avviso pubblico emanato dalla Giunta, ed i revisori dei conti passeranno dagli attuali tre ad uno. Il risparmio previsto è di un milione di euro l’anno. Inoltre, le nuove Atc potranno ampliare la sfera di attività attuando programmi di edilizia sociale anche con i privati. “Con questa operazione – ha dichiarato Ferrari – vogliamo potenziare la ragione fondamentale di esistenza delle Atc, ovvero la crescita della coesione sociale e la riduzione del disagio abitativo di cui soffrono le fasce più deboli della popolazione piemontese”.     

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