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Una serata per commemorare la sciagura del Vajont

Al Museo del Territorio verrà proiettato l’ultimo documentario del regista Emanuele Cecconello: “Come la luce differita delle stelle. Una memoria del Vajont tra Erto, Casso e Spoon River”

Al Museo del Territorio verrà proiettato l’ultimo documentario del regista Emanuele Cecconello: “Come la luce differita delle stelle. Una memoria del Vajont tra Erto, Casso e Spoon River”

In occasione del cinquantenario della sciagura del Vajont, l’assessorato alla Cultura della Città di Biella organizza una serata commemorativa. Venerdì 11 ottobre, alle  21, nella sala conferenze del Museo del Territorio, sarà proiettato l’ultimo documentario di Manuele Cecconello: “Come la luce differita delle stelle. Una memoria del Vajont tra Erto, Casso e Spoon River”.

Ospiti della serata il regista Cecconello, Marco Tonon, già responsabile dell’Ecomuseo del Vajont  “Continuità di vita” di Erto e Casso e docente di Museologia a Padova, e un testimone biellese che nel 1963 prese parte ai lavori di soccorso della popolazione superstite della tragedia.

Il film è presentato sotto il patrocinio della Fondazione Dolomiti Unesco e della Fondazione Mazzotti.

Vajont è il nome del torrente che scorre nella valle di Erto e Casso per confluire nel Piave, davanti a Longarone e a Castellavazzo, in provincia di Belluno (Italia). La storia di queste comunità venne sconvolta dalla costruzione della diga del Vajont che determinò la frana del monte Toc nel lago artificiale. La sera del 9 ottobre 1963 si elevò un'immane ondata che seminò ovunque morte e desolazione.

La stima più attendibile è, a tutt'oggi, di 1910 vittime. Sono stati commessi tre fondamentali errori umani che hanno portato alla strage: l'aver costruito la diga in una valle non idonea sotto il profilo geologico; l'aver innalzato la quota del lago artificiale oltre i margini di sicurezza; non aver dato l'allarme la sera del 9 ottobre per attivare l'evacuazione in massa delle popolazioni residenti nelle zone a rischio di inondazione.

Fu aperta un'inchiesta giudiziaria. Il processo venne celebrato nelle sue tre fasi dal 25 novembre 1968 al 25 marzo 1971 e si concluse con il riconoscimento di responsabilità penale per la prevedibilità di inondazione e di frana e per gli omicidi colposi plurimi.

Ora Longarone e gli altri paesi colpiti i paesi colpiti sono stati ricostruiti, ma la zona in cui si è verificato l'evento catastrofico continua a parlare alla coscienza di quanti la visitano attraverso la lezione, quanto mai attuale, che da esso si può apprendere.

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