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Si chiama Little Sun il progetto perfetto

Capita di incontrare il progetto perfetto. Si chiama little sun. È una lampada che funziona a energia solare. Di giorno si carica. Di notte fa luce. Per 5 ore. Ah, è un'opera d'arte.

Capita di incontrare il progetto perfetto. Si chiama little sun. È una lampada che funziona a energia solare. Di giorno si carica. Di notte fa luce. Per 5 ore. Ah, è un’opera d’arte.

Capita di incontrare il progetto perfetto. Si chiama little sun. È una lampada che funziona a energia solare. Di giorno si carica. Di notte fa luce. Per 5 ore. Ah, è un’opera d’arte.

L’ha creata un danese, figlio di islandesi, che deve avercela col sole, visto che alla Tate Modern, nel 2003, ne ha fatto uno enorme nella grande hall della turbina che ha attratto 2 milioni di visitatori, venuti lì a perdersi o ritrovarsi in quella luce umida e gialla.

Sempre di luce si tratta, ma adesso è come se Olafur, così si chiama lui, Olafur Eliasson, avesse preso quell’installazione artistica a Londra e l’avesse frantumata in milioni di pezzi, tutti con la stessa forma: la forma di questo Little Sun, Piccole Sole. Ma perché avrebbe dovuto fare una cosa del genere, uno potrebbe chiedersi.

La risposta la dà lui stesso: “Circa un miliardo e 600 milioni di persone al mondo vive attualmente senza accesso alla rete elettrica. Molti si affidano alle lampade a cherosene per avere luce, ma il cherosene è costoso e rappresenta un rischio per la salute. Una bambina di dieci anni che fa i compiti di sera alla luce di una lampada a cherosene inala una quantità di emissioni tossiche pari al fumo di 40 sigarette al giorno.”

Paolo Naldini

La versione integrale dell’articolo è in edicola oggi sulla Nuova Provincia di Biella.

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