La Provincia di Biella > Eventi e cultura > “Il Comune ha le mani legate”
Eventi e cultura Biella -

“Il Comune ha le mani legate”

Non possiamo costringere le persone a trascorrere la notte al dormitorio

Non possiamo costringere le persone a trascorrere la notte al dormitorio

Biella sempre più simile alle metropoli, dove si incontrano ad ogni angolo persone che chiedono la carità e che dormono dentro scatoloni o sulle panchine dei giardini pubblici. Un  campanello d’allarme di un fenomeno che sta diventando preoccupante e che testimonia in maniera netta l’aumento della povertà e del degrado. La situazione sta scatenando una marea di critiche nei confronti dell’amministrazione Gentile, rea di aver chiuso gli occhi e di non fare nulla per tentare di risolvere il problema. Ma chi si occupa dei senza tetto e dei più poveri? L’assessore ai Servizi Sociali, Vanna Milani, fa il punto della situazione. “Noi non possiamo intervenire in questi casi, costringendo le persone a trascorrere la notte al dormitorio.  La gente sollecita il nostro intervento con numerose telefonate di protesta quando c’è un clochard sotto casa. Posso capire il loro disagio, ma noi  siamo impotenti – afferma -. Chi  versa in condizione di povertà e necessita di aiuto deve  rivolgersi in Comune. I nostri servizi sociali sono pronti a esaminare la situazione e a trovare le soluzioni più idonee. Ma non possiamo andare noi per strada e imporre a chi magari ha fatto una scelta di vita ben precisa, progetti per cambiare la propria esistenza”.
  I senza tetto comunque sono una porzione piuttosto esigua del problema. “Il Comune segue circa un centinaio di persone che versano in situazione di povertà – afferma Milani -. ogni giorno arrivano nuove richieste di aiuto, ma quel che più mi preoccupa è il sommerso, ovvero tutti coloro che per una questione di dignità e orgoglio non escono allo scoperto e vivono in condizioni davvero disperate. Sono in aumento ad esempio i separati. Conosco alcuni casi di persone il cui matrimonio è finito e che ora addirittura non hanno più una casa dove vivere e hanno trasformato la macchina in un  rifugio per passare la notte. A loro rivolgo il mio appello: “Non vergognatevi a chiedere aiuto”.

Articolo precedente
Articolo precedente