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Davide Rebuffa liutista di fama internazionale

Un talento biellese

Davide Rebuffa liutista di fama internazionale.

Una grande passione

La sua passione per la musica e gli strumenti antichi l’ha portato a calcare i palchi dei teatri più prestigiosi d’Europa. Stiamo parlando di Davide Rebuffa, 57 anni, musicista e studioso biellese nonché liutista di fama internazionale. «Ho iniziato a suonare e a studiare musica quando aveva appena 11 anni ed è stata una passione che non ho più abbandonato – spiega – Inizialmente mi sono dedicato alla musica pop e alla chitarra elettrica. Dopo essermi diplomato al conservatorio in chitarra classica, ho cominciato ad avvicinarmi al repertorio antico della musica medievale, rinascimentale e barocca ed in particolare al liuto, un interesse che nel corso degli anni ha continuato a crescere fino a diventare una vera e propria professione».

Una scelta non tradizionale

Un scelta sicuramente non tradizionale, che ha portato il noto musicista ben presto al di fuori dei confini nazionali. «Dopo il diploma ho intrapreso dapprima lo studio del liuto come autodidatta, utilizzando i trattati storici ed in seguito ho approfondito il repertorio della musica antica in diversi paesi europei, dato che in Italia non c’era ancora la possibilità di studiare questo settore, frequentando maestri di fama internazionale come Hopkinson Smith – continua il musicista – Posso dire di essere stato tra i primi italiani a riscoprire il liuto negli anni settanta ed in quel periodo anche l’unico a dedicarmi alla variante medievale ed araba dello strumento e poi ai mandolini antichi».

Passione fin da adolescente

La passione adolescenziale per la musica si è ben presto trasformata, quindi, in una carriera lavorativa di prestigio che oggi permette a Rebuffa di girare tutto il mondo per diffondere la sua arte in molteplici ambienti. L’ultima in ordine cronologico è un’esperienza di collaborazione con il Museè de la musique di Parigi finalizzata alla pubblicazione di un nuovo testo. «Sono stato impegnato negli scorsi giorni in alcune ricerche nella capitale francese riguardanti i mandolini del 600-700 perchè sto scrivendo un libro sulla storia di questo strumento – commenta – Sto attualmente lavorando anche ad un catalogo di strumenti antichi per una mostra e alcuni concerti che si terranno alla Venaria Reale nel prossimo mese di maggio». Ma non finisce qui. «Come liutista e musicologo porto avanti da più di trent’anni un’intensa opera di ricerca e divulgazione sul liuto attraverso attività didattica nelle scuole, concerti, registrazioni, pubblicazioni e conferenze – continua l’esperto – Suono come solista e continuista i liuti, la tiorba, le chitarre e i mandolini storici per alcune delle più importanti rassegne e teatri internazionali, cercando di offrire all’ascoltatore moderno l’esperienza emozionale il più possibile vicina allo spirito del linguaggio musicale del passato. Attualmente collaboro anche come musicologo, docente e consulente con università, conservatori e musei a Londra, Barcellona, Roma e Parigi. A Vicenza insegno liuto medievale e mandolino barocco al conservatorio “A. Pedrollo” mentre a Biella insegno strumenti a pizzico storici presso il Centro studi piemontese di musica antica». Dispiace constatare che proprio la nostra città, al posto di omaggiare un tipo di musica apprezzata in ogni angolo del mondo ed uno dei suoi principali esperti, tra l’altro biellese, abbia invece deciso di abolire dal calendario degli eventi il festival dedicato. «Per un trentennio, dal 1979 al 2009, a Biella è andato in scena il Festival Bugella Civitas riservato alla musica antica – conclude il liutista – Le ultime amministrazioni hanno però tolto questa iniziativa, non ritenendola più interessante. Questa è indubbiamente una perdita per la nostra città, visto l’interesse e il numeroso pubblico che la manifestazione ogni anno riusciva ad attirare».

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