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Dai sardi biellesi un no alle scorie nucleari

Con sguardo attento alle giovani generazioni, nella bella cornice dell’antico chiostro di san Sebastiano è andata in scena la serata inaugurale di Sa Die de sa Sardigna, giunta alla XXI edizione.

Con sguardo attento alle giovani generazioni, nella bella cornice dell’antico chiostro di san Sebastiano è andata in scena la serata inaugurale di Sa Die de sa Sardigna, giunta alla XXI edizione.

Con sguardo attento alle giovani generazioni, nella bella cornice dell’antico chiostro di san Sebastiano è andata in scena la serata inaugurale di Sa Die de sa Sardigna, giunta alla XXI edizione.

Ad accogliere il numeroso pubblico, il presidente e gli amministratori del Circolo Culturale Sardo, il vicesindaco di Biella, Diego Presa, e la senatrice Nicoletta Favero. Tra i saluti istituzionali, anche quello della FASI, la Federazione delle Associazioni Sarde in Italia, portato da Maurizio Sechi, a nome del Direttivo dell’Organizzazione dei Sardi che vivono sulla Penisola italiana.

In risposta alla preoccupazione del presidente di Su Nuraghe circa la possibilità che la Sardegna diventi deposito di scorie nucleari italiane ed europee che condannerebbe irrimediabilmente l’Isola per i secoli e i millenni futuri, la senatrice Nicoletta Favero si è impegnata a rappresentare nelle sedi istituzionali queste preoccupazioni, invitando a Roma i rappresentanti del Circolo di Biella e della FASI.

Durante la serata, le tante persone accorse con le loro famiglie hanno applaudito ripetutamente i fratelli Stefano e Michele Manca, in arte “Pino e gli Anticorpi”. L’origine sassarese degli artisti ha reso la festa ancora più grande, grazie alla recentissima vittoria della Dinamo Sassari, incoronata campione italiano di bascket.

In molti hanno chiesto la firma di autografi e scattato fotografie per immortalare una serata speciale all’insegna della tradizione e della realtà artistica del tempo presente.

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