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Da Bali a Sordevolo per vestire i panni di Gesù

È la terza volta di fila che interpreta Gesù alla Passione di Sordevolo, le ultime due delle quali come protagonista di ruolo. 

È la terza volta di fila che interpreta Gesù alla Passione di Sordevolo, le ultime due delle quali come protagonista di ruolo. 

È la terza volta di fila che interpreta Gesù alla Passione di Sordevolo, le ultime due delle quali come protagonista di ruolo. “Partecipo allo spettacolo sin da bambino – racconta Marco Caldi, 43 anni, di professione istruttore di sub, vela piccola e surf a Bali -. Da sempre la mia famiglia, come tutta la gente del paese, è stata coinvolta in maniera più o meno marcata nella nostra storica rappresentazione. Ho cominciato sin dall’infanzia con parti abbastanza marginali, finché nel 2005 mio zio per scherzo mi iscrisse ai candidati per il ruolo di Gesù. Beh, fui preso subito, ed ora eccoci qui”.

Marco, come già riportato, vive in Indonesia, ma ogni anno trascorre due o tre mesi nella natìa Sordevolo, salvo negli anni della Passione, in cui il suo soggiorno in terra biellese dura più a lungo per cimentarsi con le prove. “Inizio a farmi crescere capelli e barba nel dicembre dell’anno prima, in modo da arrivare a giugno con l’aspetto fisico con cui tutti noi ci figuriamo Gesù – prosegue Marco -. Interpretare il protagonista nello spettacolo della Passione è un ruolo che mi piace, ma ovviamente si tratta di un impegno serio, essendo tutti noi attori non professionisti e dovendoci dunque tuffare anima e corpo nelle prove per poter rappresentare al meglio lo spettacolo. Colgo l’occasione per ringraziare Anna Bruni, regista della presente edizione, alla quale devo davvero molto.

“Il ritorno alle origini, alle tradizioni del tuo paese, – prosegue – ai luoghi in cui sei cresciuto sono nostalgiche consuetudini che non mancano mai di commuovermi ogni volta che torno a Sordevolo per interpretare Gesù. L’unica nota dolente è costituita dalla mia timidezza, ma superato questo scoglio è una soddisfazione enorme recitare davanti ad un’immensa platea gremita di gente, nonostante l’intensa e stressante concentrazione che ci viene ovviamente richiesta”.

Davide Pilotto

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