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Cristina Bernardi: assessore, architetto e… artista

A volte le persone sono come scrigni da scoprire. E’ più o meno questa la percezione che si ha dell’assessore ai Lavori pubblici di Cossato. Cristina Bernardi, riservata e professionale sul campo, tanto che le vengono le guance rosse se le capita tra capo e collo una domanda inattesa, svela un estro che non ci si aspetta, quello dell’artista.

A volte le persone sono come scrigni da scoprire. E’ più o meno questa la percezione che si ha dell’assessore ai Lavori pubblici di Cossato. Cristina Bernardi, riservata e professionale sul campo, tanto che le vengono le guance rosse se le capita tra capo e collo una domanda inattesa, svela un estro che non ci si aspetta, quello dell’artista.

A volte le persone sono come scrigni da scoprire. E’ più o meno questa la percezione che si ha dell’assessore ai Lavori pubblici di Cossato. Cristina Bernardi, riservata e professionale sul campo, tanto che le vengono le guance rosse se le capita tra capo e collo una domanda inattesa, svela un estro che non ci si aspetta, quello dell’artista.

L’amministratrice, architetto nell’attività lavorativa, la si scopre a esporre nei mercatini di hobbistica con il suo gabezo bianco. La trovi intenta a spiegare ai passanti come realizza le opere, vasi e complementi di arredo per la casa in terracotta, nonché altri bizzarri ninnoli di cui lei stessa racconta: “Da sempre mi sento creativa e adoro il contatto con la terra, la terracotta. Una decina di anni fa, dopo aver frequentato un corso a Ronco Biellese presso l’Ecomuseo della terracotta, appunto, ho iniziato a produrre oggetti decorativi per me stessa. Solo in seguito ho pensato di proporli al pubblico. Realizzo piccole sculture e vasi anche in ceramica smaltata. Le mie creazioni nascono dal nulla. Non amo dipingere o decorare, sono interventi della lavorazione che rimangono accessori, utili soltanto per completare il manufatto. Lavoro con il tornio da terra o con la lastra, che sono due tecniche con le quali si inizia il processo. Una è più manuale, si procede con un attrezzo simile ad un mattarello, l’altra è più elaborata, si utilizza una macchina”.

“La parte che più adoro – continua – passa proprio attraverso la manualità, lavorare la terra con le mani. La maggior parte delle operazioni si svolgono nel laboratorio di Ronco Biellese, presso il quale è presente anche il forno per la cottura e tutta l’attrezzatura necessaria. In particolare realizzo vasi, piatti, oggettistica per la casa, pupazzi. Tutto nasce dalla mia fantasia. Mi limito a seguire l’ispirazione anche se chiaramente, all’inizio, ho dovuto apprendere le tecniche di base della lavorazione. I momenti che posso dedicare alla passione, fra impegni famigliari e professionali, in effetti si fanno sempre più radi. All’Ecomuseo della terracotta di Ronco Biellese è attivo, almeno una volta alla settimana, un bel gruppo di lavoro, con il quale mi trovo davvero bene e dove appena posso ritorno volentieri. La struttura mette a disposizione del pubblico diverse opportunità di intrattenimento. E’ anche presente una significativa collezione di oggetti originali, rari e merita una visita”.

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