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VaporArt azienda biellese di successo

Un’attività tanto fiorente quanto messa in crisi dalle tasse

VaporArt azienda biellese di successo.

Ricariche per sigarette elettroniche

Le ricariche liquide delle sigarette elettroniche sono anche made in Biella. Dal 2012 sono infatti presenti in costa di Riva gli uffici della società VaporArt, che ha dato inizio ad un’attività tanto fiorente quanto messa in crisi dalle tasse.

Quando è iniziata l’attività

«Circa 7 anni fa da fumatore ho avuto modo di provare le prime sigarette elettroniche che cominciavano ad essere in commercio in Italia e da lì mi si è aperto un mondo, ho capito che avrebbero potuto cambiare in maniera positiva l’approccio al tabacco- spiega il fondatore Stefano Giorgetti – Io e mio fratello Gianluca, anche lui fumatore, abbiamo quindi deciso di intraprendere questa nuova strada, producendo le ricariche per le sigarette elettroniche.

L’apertura degli stabilimenti

Abbiamo aperto gli stabilimenti della produzione fuori Milano, mentre a Biella sono situati gli uffici commerciali e direzionali nonchè una rivendita in via San Filippo. Ad oggi la nostra attività è in continua espansione e in qualità di produttori serviamo ben 1800 negozi specializzati in tutta Italia».

Attività di successo

Un attività di successo, dunque, che passa necessariamente dall’utilizzo delle migliori materie prime naturali. «Utilizziamo esclusivamente acqua, glicerina vegetale e aromi naturali per la realizzazione dei liquidi – continua Stefano Giorgetti – La sigaretta elettronica consente poi di riscaldare queste ricariche e produrre così il vapore. E’ facile intuire che il fumatore possa trarre beneficio da questi dispositivi, che uniscono alla gestualità del fumo il fatto di respirare sostanze totalmente atossiche e, nel caso di liquidi alla nicotina, una quantità notevolmente inferiore a quella contenuta nel tabacco delle sigarette tradizionali».

Ben 70 dipendenti

L’attività di VaporArt, seppur fiorente visti i 70 dipendenti che vi lavorano, oggi è messa in crisi dalle tasse imposte dal Governo, come conferma lo stesso titolare. «Il vero scandalo è che le aziende come la nostra sono state messe sotto il monopolio dello Stato pur vendendo prodotti naturali, che nulla hanno a che fare con il tabacco, e sono sottoposte a tassazioni esorbitanti – conclude Giorgetti – Non si possono paragonare, inoltre, i liquidi contenenti una piccola quantità di nicotina con il tabacco solido. Dispiace constatare che l’Italia sia uno dei pochissimi paesi che impone tasse così esagerate, mentre il restante 90 per cento dei paesi europei incentiva l’utilizzo della sigaretta elettronica tra i fumatori, proponendo prodotti detassati».

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