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Uno studente inglese su due pagherebbe per venire a fare il sarto da noi

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In Italia il lavoro di sarto non viene giudicato così trendy, mentre all’estero c’è chi ‘pagherebbe’ per venire a lavorare nelle nostre maison. In occasione della Fiera Milano Unica, l’agenzia di comunicazione d’impresa Klaus Davi &Co. ha realizzato uno studio che ha coinvolto oltre 2.000 studenti dai 18 ai 22 anni da tutta Europa. Sullo stesso argomento il massmediologo italo-svizzero ha anche interpellato i big dell’industria tessile (da Sergio Tamborini, AD Gruppo Marzotto, a Ercole Botto Poala, presidente di Milano Unica, e da Alessandro Barberis Canonico, AD di Vitale Barberis Canonico, a Daniele Sanzeni, CEO di Lanificio Cerruti) realizzando un documentario sul settore (visibile al linkhttps://www.youtube.com/watch?v=V8qMYmK3hBw).

In Italia il lavoro di sarto non viene giudicato così trendy, mentre all’estero c’è chi ‘pagherebbe’ per venire a lavorare nelle nostre maison. In occasione della Fiera Milano Unica, l’agenzia di comunicazione d’impresa Klaus Davi &Co. ha realizzato uno studio che ha coinvolto oltre 2.000 studenti dai 18 ai 22 anni da tutta Europa. Sullo stesso argomento il massmediologo italo-svizzero ha anche interpellato i big dell’industria tessile (da Sergio Tamborini, AD Gruppo Marzotto, a Ercole Botto Poala, presidente di Milano Unica, e da Alessandro Barberis Canonico, AD di Vitale Barberis Canonico, a Daniele Sanzeni, CEO di Lanificio Cerruti) realizzando un documentario sul settore (visibile al linkhttps://www.youtube.com/watch?v=V8qMYmK3hBw).

Se da una parte solo un ragazzo italiano su sette pensa di prendere in considerazione il lavoro di sarto, dall’altra sono ben 5 su 10 gli inglesi che sognano di venire da noi per un corso di specializzazione professionale o universitaria in cui imparare il mestiere.

Un tirocinio molto ambito anche dai giovani tedeschi e spagnoli (4 su 10), mentre solo il 20% dei francesi sceglierebbe l’Italia.

Una formazione italiana verrebbe considerata una ‘straordinaria opportunità’ dal campione europeo preso in analisi con una percentuale significativa del 37%. In particolare gli studenti inglesi ritengono che un passaggio in Italia garantirebbe una base per poi ‘trovare lavoro in tutto il mondo’.  Gli studenti europei farebbero carte false per frequentare corsi pubblici (università, scuole superiori, istituti tecnici, ecc) nel 27% dei casi. Addirittura superiore la percentuale di ragazzi e ragazze che andrebbero a formarsi in aziende private, cioè il 32%. Un appassionato 22% sarebbe addirittura disposto a pagare pur di formarsi in Italia.

Degli italiani si apprezzano soprattutto: le capacità creative (per il 34%); le qualità tecniche applicate ai materiali (28%); l’innovazione tecnologica di comparto (23%); autorevolezza e credibilità nel settore (secondo il 63%); la disponibilità (44%); lo stile di vita (per il 67%).

Per venire in Italia un consistente 77% si dichiara disposto ad imparare l’italiano con corsi accelerati.

Ma ecco i mestieri del tessile che affascinano di più. Al primo posto (33%) svetta il designer, cioè il sarto che disegna gli abiti di alta moda specie femminili; al secondo posto (per il 30%) troviamo il sarto da uomo su misura; terza la sarta ricamatrice (28%) le cui creazioni affascinano ad ogni latitudine. Fuori dal podio al quarto posto (25%) troviamo il sarto specializzato in camicie, pantaloni o cappotti, cioè i capi imprescindibili per qualsiasi guardaroba. Quinto il sarto costumista (23%); poi il professionista specializzato in sartoria teatrale (22%). Settima col 19% la modellista sartoriale; ottava (18%) la stilista di moda industriale che disegna i modelli. Al nono posto (col 16%) tra i mestieri del tessile più desiderati troviamo il sarto confezionista industriale ed il sarto tagliatore. Chiude la classifica il sarto di abiti da sposa (12%).

 

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