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Sinterama, è stato trovato l’accordo

Gli esuberi scendono da 23 a sette

Sinterama, è stato trovato l’accordo.

Accordo

Gli esuberi nell’azienda Sinterama di Sandigliano sono scesi da 23 a sette. Quest’ultimi saranno “accompagnati” alla pensione tramite l’utilizzo delle misure previste in questo caso. La conferma arriva dai sindacati che si dichiarano soddisfatti del risultato finale ottenuto.
«Stamattina in regione (ieri, ndr) – spiega Paola Coda, delegata della Fenca Cisl Piemonte orientale – abbiamo firmato un ottimo accordo per Sinterama, accordo sottoscritto in seguito a trattative in sede di Unione industriale dopo la comunicazione di chiusura di un reparto produttivo nello stabilimento di Sandigliano, con un esubero di 23 lavoratori».
«In seguito a tali trattative – continua la delegata sindacale – slittate per l’uscita ad ottobre dei lavoratori coinvolti nel procedimento di licenziamento collettivo, si è giunti ad un accordo che accompagna tali lavoratori pensionabili attraverso l’utilizzo della Naspi alla pensione con un integrazione alle mensilità adeguata al caro vita. La notizia molto positiva è che gli esuberi non saranno più 23 ma sette perché la maggior parte dei lavoratori sarà integrata nei vari reparti produttivi e tra volontari e pensionabili si è arrivati ad un accordo che ha salvaguardato entrambe le parti coinvolte».
La vicenda era iniziata il 19 aprile scorso quando la società – che opera nel settore tessile e nel comparto delle fibre sintetiche di poliesteri per tessuti destinati al settore dell’automotive, dell’arredamento e degli impieghi tecnici – aveva avviato la procedura per l’esubero di 23 lavoratori nello stabilimento di Sandigliano, In particolare i reparti coinvolti erano la testurizzazione ad aria e il reparto cernita. L’azienda, per sfruttare al meglio le sinergie legate alla stessa tipologia di lavorazioni, aveva deciso di concentrare il lavoro nello stabilimento di Nova Zagora in Bulgaria. Nel 2012 infatti Sinterama aveva rilevato la divisione filo poliestere continuo della Miroglio che disponeva di due impianti, uno a Saluzzo e l’altro a Nova Zagora, appunto.
Per quanto riguarda la proprietà, lo scorso anno il 51% della società è stato ceduto al fondo di private equity IDeA CCR1.

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