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“Se l’Italia tornasse un Paese normale… non ci fermerebbe nessuno”

Un “happening” al termine della prima giornata anziché la tradizionale tavola rotonda di apertura. E’ una delle novità della 41ª edizione di Filo, che si è tenuta a Milano, mercoledì 5 e giovedì 6 marzo. Con l’occasione l’incontro è stato spostato negli ampi spazi di fronte alla Sala Manzoni del primo piano del Palazzo delle Stelline. Qui sono stati ripresi i temi delle “proposte sviluppo prodotto esposte nell’Area Tendenze di Filo” per coniugarli con i tessuti e i capi scelti da Stefania Bini, stilista comasca ospite di questa edizione, che si basano sullo studio dei lavori fatti negli anni dalla seteria a suo tempo creata da suo padre.

Un “happening” al termine della prima giornata anziché la tradizionale tavola rotonda di apertura. E’ una delle novità della 41ª edizione di Filo, che si è tenuta a Milano, mercoledì 5 e giovedì 6 marzo. Con l’occasione l’incontro è stato spostato negli ampi spazi di fronte alla Sala Manzoni del primo piano del Palazzo delle Stelline. Qui sono stati ripresi i temi delle “proposte sviluppo prodotto esposte nell’Area Tendenze di Filo” per coniugarli con i tessuti e i capi scelti da Stefania Bini, stilista comasca ospite di questa edizione, che si basano sullo studio dei lavori fatti negli anni dalla seteria a suo tempo creata da suo padre.

Un “happening” al termine della prima giornata anziché la tradizionale tavola rotonda di apertura. E’ una delle novità della 41ª edizione di Filo, che si è tenuta a Milano, mercoledì 5 e giovedì 6 marzo.

Con l’occasione l’incontro è stato spostato negli ampi spazi di fronte alla Sala Manzoni del primo piano del Palazzo delle Stelline. Qui sono stati ripresi i temi delle “proposte sviluppo prodotto esposte nell’Area Tendenze di Filo” per coniugarli con i tessuti e i capi scelti da Stefania Bini, stilista comasca ospite di questa edizione, che si basano sullo studio dei lavori fatti negli anni dalla seteria a suo tempo creata da suo padre.
Prima di lei era intervenuto il responsabile sviluppo prodotto e creatività di Filo, Gianni Bologna, che ha brevemente illustrato il tema portante della stagione, denominato “Username”.

“Username, ovvero, tradotta in immagini, prodotti e parole, la ritrovata necessità di “individualità”, il ritorno alla centralità della persona, in un’epoca in cui qualsiasi esperienza tende a diventare immediatamente “social”.
L’incontro, coordinato dal direttore dell’Unione Industriale Biellese, Pier Francesco Corcione, è poi stato chiuso dall’intervento della presidente U.I.B., Marilena Bolli, con alcune riflessioni sul tema “Amo l’Italia ma basta!”, iniziativa delle aziende di Confindustria voluta per stigmatizzare una situazione a dir poco non più sostenibile e promossa anche a Filo con l’esposizione di tutta una serie di manifesti.

“L’Italia non è più un Paese normale – ha commentato la presidente -, i costi del lavoro, dell’energia, delle tasse… sono sempre più alti di quelli dei nostri competitor: in queste condizioni è ormai impossibile lavorare! Bisogna alleggerire i costi a carico delle imprese perché se l’Italia tornasse anche solo ad avvicinarsi a un Paese normale … non ci fermerebbe più nessuno!”.

m. g.

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