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Lunedì riaprono le fabbriche

Si guarda all'autunno con molta preoccupazione

Si guarda all’autunno con molta preoccupazione

Agosto sta finendo e da lunedì in gran parte delle aziende riparte la produzione. Alcune – poche – imprese riapriranno tra dieci giorni, per i dipendenti di tutte le altre questo sarà l’ultimo weekend prima di tornare al lavoro. E il rientro in reparto si preannuncia tutt’altro che roseo. 
«Il dopo ferie – spiega Romana Peghini, dei tessili CGIL – è sempre un’incognita, una sorpresa. Può essere positivo, ma anche negativo. Negli ultimi sei mesi il trend di produzione è stato molto lento ed è meglio non aspettarsi grandi cose nemmeno per la fine dell’anno. Gli ordini arrivano dall’oggi al domani, a magazzino si tiene poco prodotto perché si lavora meno. La produzione avviene più che altro   su commesse: quando il cliente richiede una partita la si prende. A molte aziende capita di lavorare a pieno un mese e che quello dopo vi siano pochissime richieste».
La situazione è  molto complicata: « Non si sta lavorando – prosegue Peghini –  tante realtà sono in cassa integrazione o in solidarietà. Alcune, come la tintoria di Sandigliano e la GPZ, sempre di Sandigliano  hanno siglato il concordato prima delle ferie. A settembre per diverse aziende  discuteremo il rinnovo degli  ammortizzatori sociali».
Per il futuro ci si aspetta molto dalle fiere. Ideabiella, Filo, Pitti. Molte aziende punteranno tutto sui saloni internazionali, che spesso sono un’ottima vetrina. «Si vedrà se il made in Italy è ancora apprezzato, speriamo che i buyers ne approfittino per prenotare le partite».
«Ma la verità è che le imprese biellesi – prosegue la sindacalista senza usare tanti giri di parole – stanno vivendo una situazione di stallo. Purtroppo il settore è in continuo netto calo: gli ordinativi sono scesi rispetto allo scorso anno. Il mondo intero è fermo. La crisi pesa, non solo a Biella e in Italia, ma a livello globale. E le aziende hanno forti difficoltà a vendere”.
“Sia le grandi realtà che quelle piccole – afferma   – sperano solo in una cosa: di riuscire a mantenere la normale attività. Non peggiorare ancora”.
Anche le previsioni a breve termine non appaiono per nulla buone: « Siamo già al quinto anno di crisi –  conclude – ci sono molte situazioni difficili, in molte aziende stanno finendo gli ammortizzatori sociali   La luce prima o poi si vedrà, ma chissà quando. Temo che il percorso da compiere prima di uscire dal tunnel sia ancora lungo. Tutto dipende dalle politiche di rilancio del Paese».
 

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