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L’ex Upim rinasce con EatBiella

C’è un progetto per ospitare nei locali dell’ex Upim di Biella una sorta di Eataly locale. Moltissime le aziende biellesi già contattate, alcune delle quali hanno manifestato interesse. L’obiettivo è partire il 1° dicembre, in modo tale da non perdere la campagna acquisti di Natale.

C’è un progetto per ospitare nei locali dell’ex Upim di Biella una sorta di Eataly locale. Moltissime le aziende biellesi già contattate, alcune delle quali hanno manifestato interesse. L’obiettivo è partire il 1° dicembre, in modo tale da non perdere la campagna acquisti di Natale.

C’è un progetto per ospitare nei locali dell’ex Upim di Biella una sorta di Eataly locale. Moltissime le aziende biellese già contattate, alcune delle quali hanno manifestato interesse. L’obiettivo è partire il 1° dicembre, in modo tale da non perdere la campagna acquisti di Natale. Due mesi di apertura, dicembre e gennaio (per i saldi). Trascorso questo periodo si tireranno le somme.    Se l’esperimento darà risultati positivi, i locali verranno ristrutturati ad hoc per poter ospitare in via definitiva le attività.

Il riferimento a Eataly non è casuale. Gli ideatori del progetto, infatti, si sono proprio ispirati al modello creato da Oscar Farinetti, con un’unica sostanziale differenza: i prodotti d’eccellenza dovranno essere tutti legati al territorio.

Vino, birra, dolci, salumi, carni, di tutto e di più insomma, ma rigorosamente made in Biella.
Il settore del food, soprattutto di alta qualità, non sente la crisi, quindi potrebbe risultare una scelta vincente. E mettere insieme birra e torcetti, forse, è meno complicato che convincere gli imprenditori tessili a lavorare uniti ad uno stesso progetto.

In effetti, inizialmente, c’era l’idea  di ospitare nell’ex Upim un “temporary outlet” della moda, presenti tutte le più prestigiose firme del tessile biellese e anche una  sartoria di altissima qualità. Il progetto però non è andato in porto in quanto, sembra, ci siano   stati problemi con le licenze. Di qui l’alternativa del food. Ai produttori interessati verranno affittati degli spazi, dove realizzare i propri stand. Tutto però è ancora top secret. L’ing. Michele Spagarino, che è l’anello di congiunzione fra la nuova proprietà (l’immobile è stato acquistato da un gruppo lombardo – torinese) e gli imprenditori locali, conferma che qualcosa è nell’aria: «C’è un progetto, che speriamo di concretizzare prima di Natale. Ma non posso ancora anticipare nulla, prima devo parlare con la proprietà e con il Comune».      

L’Upim venne aperta nel  maggio del 1968 e chiuse i battenti a  metà del 2008  per trasferirsi nel centro commerciale Gli Orsi.  L’immobile, che era di proprietà dell’Axa,  è dunque vuoto  da più di sei anni. Cinque anni orsono l’allora sindaco Vittorio Barazzotto lo voleva comperare per realizzare la nuova sede della biblioteca civica. Le successive elezioni però le vinse Dino Gentile, che accantonò il progetto. Ora sembra proprio che quell’edificio di quattro piani, collocato all’incrocio fra via Gramsci e via Colombo, possa tornare a nuova vita.

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