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Il Lanificio Carlo Barbera farà rivivere l’ex stabilimento Bellia di Pettinengo

Lo storico complesso presto tornerà all’antico splendore

Il sole attraversa le vetrate che danno sulla valle e sulla città e inonda grandi stanze vuote dove risuonano le voci degli operai. La polvere, quella dei lavori così come quella degli anni, è ormai destinata a sparire in un soffio, a tanto equivalgono pochi mesi nel mondo dell’industria, e a lasciare spazio alla rinascita dell’ex stabilimento Bellia. Qui si insedierà a fine anno il nuovo headquarter del Lanificio Carlo Barbera, che si sposta di pochi chilometri e dalla sede storica di Pianezze va a mettere radici in un altro luogo simbolo della manifattura biellese rimasto vuoto fin troppo a lungo.

I calendari trovati negli uffici dismessi portavano la data del 2006, dice uno dei responsabili dei lavori, mentre ci mostra dove troveranno sede i nuovi reparti produttivi, gli uffici e le sale riunioni del Lanificio, tra cemento e pavimenti in vecchio parquet, che basterà una lucidata per rimettere a nuovo. Il trasloco è in programma per la fine dell’anno, ma prima di parlare futuro dell’azienda ripercorriamo le tappe della nuova strategia produttiva che ha portato la Carlo Barbera fino a qui insieme ad Antonio De Matteis Amministratore delegato di Kiton, gruppo di cui il Lanificio fa parte dal 2010, e a Maurizio Stasia General manager su Pianezze.

«È un’operazione per cui abbiamo preventivato una spesa compresa tra i 3 e i 4 milioni di euro – spiegano – che va a rispondere alle rinnovate necessità produttive dell’azienda». Insomma, lo stabilimento storico ormai alla Carlo Barbera sta stretto e per far fronte alle richieste dei clienti s’è fatto necessario l’adeguamento dei reparti con nuovi spazi e nuovi macchinari: «Il mercato è cambiato profondamente negli ultimi 10 anni e noi con lui: grazie ad un approccio rinnovato alle collezioni il Lanificio è riuscito a conquistarsi l’interesse di alcuni grandi nomi della moda – racconta De Matteis – la chiave di volta è stata, ed è tuttora, la sperimentazione. Per il gruppo Kiton avere al proprio interno un lanificio significa potersi aprire a nuove possibilità a monte della filiera, da qui la spinta innovativa che abbiamo scelto come imprinting delle ultime creazioni Carlo Barbera».

Per contro i tessuti biellesi, forti di know-how, tradizione ed abitudine all’eccellenza hanno intercettato gli spunti in arrivo dal “valle” della filiera, attingendo dalla vendita diretta della Kiton per testare e conoscere meglio i gusti e le preferenze dei clienti più esigenti al mondo: «Abbiamo virato verso texture più moderne e pesi più leggeri per tessuti più innovativi e performanti – spiega Maurizio Stasia – ed i mercati ci hanno premiato. A seguito degli ordini raccolti ad oggi la nostra capacità produttiva a livello metrico è raddoppiata rispetto allo stesso periodo del 2017, da qui la necessità, anche fisica, di spostarci in una sede più ampia dove lavorare con macchinari più evoluti. Al momento il 20% della nostra produzione è dedicata esclusivamente a Kiton ed ai suoi abiti, mentre della quota restante ben il 90% viene esportato».

Insomma il matrimonio tra Kiton e Carlo Barbera si può chiamare “combo perfetta”, per usare un termine caro ai “giovani & trendy”, ma Antonio De Matteis con la sua eleganza tutta partenopea preferisce definirlo così: «Alla Kiton produciamo abbigliamento d’alta sartoria e ci interessa fare le cose al meglio. Per noi al primo posto stanno eleganza e italianità al 100%, proprio com’è nella tradizione della Carlo Barbera».
Laura Boerio

Nella foto Maurizio Stasia, general manager della Carlo Barbera, e Antonio De Matteis, amministratore delegato di Kiton

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