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La Carlo Barbera annuncia sette esuberi

Crisi

La Carlo Barbera annuncia sette esuberi.

Crisi

Mentre i sindacati incontrano i rappresentanti del gruppo tessile Brandamour, un’altra azienda biellese molto conosciuta, la Carlo Barbera, annuncia altri esuberi, precisamente sette.
Partiamo da quest’ultimo caso. L’azienda in questione trasferirà la produzione da frazione Pianezze a Pettinengo e ufficializza la procedura di licenziamento per sette dei circa ottanta dipendenti, nello specifico un dirigente, un impiegato e cinque operai. Ieri si è svolto quindi un incontro con i sindacati per fare il punto sulla situazione.
Il lanificio Carlo Barbera è stato acquisito negli anni scorsi dal gruppo Kiton, che nell’azienda biellese sperimenta in prima persona fantasie, texture e nuove mescolanze di fibre naturali. La tecnica acquisita dal Lanificio in oltre 60 anni, abbinata alla ricerca e all’innovazione di Kiton consentono di operare su fibre delicatissime come la vicuña e di ottenere filati, coloriture e intrecci unici.
L’altra crisi, come abbiamo detto, riguarda la Brandamour che nei giorni scorsi ha notificato la procedura per il licenziamento collettivo di diciotto dipendenti dello stabilimento di Valle Mosso. Così lunedì c’è stato il primo incontro tra l’azienda e i rappresentanti sindacali. Ovviamente si è trattato di un incontro interlocutorio nel corso del quale da parte aziendale c’è stata l’ufficializzazione del provvedimento e dall’altra i sindacati hanno dichiarato la propria opposizione.
Secondo le proposte di questi ultimi, i licenziamenti potrebbero essere evitati con la ricollocazione del personale in altri processi produttivi dove si registra, sempre secondo i rappresentanti dei lavoratori, una mancanza di addetti. Ovviamente si è fatto anche accenno all’utilizzo di eventuali ammortizzatori sociali, quali pre-pensionamenti incentivati. Venerdì è stata convocata un’assemblea dei lavoratori per esaminare la situazione venutasi a creare nello stabilimento.
Come avviene in casi analoghi, se il tentativo di trovare una soluzione soddisfacente per entrambe le parti non darà esito positivo, come accaduto di recente per la Sinterama la vertenza si sposterà a livello regionale.

 

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