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Il commercio biellese non esce dal baratro

Il commercio biellese sembra non voler uscire dal baratro. Nel primo semestre 2014 le conseguenze ancora negative della fase recessiva si sono ripercosse anche sul settore commerciale della provincia di Biella che, pertanto, ha manifestato dei segnali di debolezza per quanto concerne il fatturato, gli ordini effettuati ai fornitori e il saldo occupazionale.

Il commercio biellese sembra non voler uscire dal baratro. Nel primo semestre 2014 le conseguenze ancora negative della fase recessiva si sono ripercosse anche sul settore commerciale della provincia di Biella che, pertanto, ha manifestato dei segnali di debolezza per quanto concerne il fatturato, gli ordini effettuati ai fornitori e il saldo occupazionale.

Il commercio biellese sembra non voler uscire dal baratro. Nel primo semestre 2014 le conseguenze ancora negative della fase recessiva si sono ripercosse anche sul settore commerciale della provincia di Biella che, pertanto, ha manifestato dei segnali di debolezza per quanto concerne il fatturato, gli ordini effettuati ai fornitori e il saldo occupazionale.

E’ quanto emerso dalle due indagini congiunturali delle imprese biellesi appartenenti al settore del commercio al dettaglio in sede fissa e della ristorazione, riferite al primo e al secondo trimestre del 2014, effettuate dall’Ufficio Studi e Statistica di Unioncamere Piemonte, in collaborazione con la Camera di Commercio di Biella, su un campione di circa 60 unità.

“Nel corso dei primi sei mesi del 2014 – ha detto in conferenza stampa Alberto Platini, Vice Presidente della Camera di Commercio di Biella –  il settore del commercio e della ristorazione in provincia di Biella ha manifestato ancora dei segnali di difficoltà, subendo gli effetti della crisi dei consumi che continua a colpire le nostre famiglie. La debolezza della domanda interna risulta aggravata sia dalle problematiche del mercato del lavoro che dalla pressione fiscale ma, ancor di più, dal fatto che tale situazione non pare destinata a migliorare nel breve periodo, come delineato dalle attese degli imprenditori”.

In particolare nel primo trimestre 2014 il fatturato delle imprese biellesi appartenenti al settore del commercio al dettaglio in sede fissa e della ristorazione registra complessivamente una flessione del 4,4% rispetto allo stesso trimestre del 2013. Effettuando un’analisi degli altri indicatori economici, si è registrato un andamento negativo sia sul lato degli ordini effettuati ai fornitori che sul fronte occupazionale: infatti, entrambi i saldi di opinione sono negativi e pari, rispettivamente, al -53% e al -20%. Andamento delle principali variabili economiche dei settori del commercio al dettaglio in sede fissa e della ristorazione in provincia di Biella nel I° trimestre 2014 rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Dopo il dato negativo registrato nel I° trimestre 2014, anche tra aprile e giugno le imprese biellesi operanti nei settori del commercio al dettaglio in sede fissa e della ristorazione mostrano segnali di sofferenza. La variazione del fatturato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente appare infatti negativa e pari a -1,2 punti percentuali.

Anche i risultati che emergono dall’analisi degli altri indicatori non appaiono incoraggianti: sia il saldo di opinione riferito agli ordini effettuati ai fornitori, sia quello riscontrato sul fronte dell’occupazione, si mostrano negativi e pari rispettivamente al -57% e al -26%.

Andamento delle principali variabili economiche dei settori del commercio al dettaglio in sede fissa e della ristorazione in provincia di Biella nel II° trimestre 2014 rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Infine il clima delle aspettative degli imprenditori commerciali biellesi per il breve periodo (luglio-settembre 2014) si caratterizza ancora per un certo pessimismo: infatti, per quanto concerne gli ordini effettuati ai fornitori, il saldo di opinione registrato è pari al -25%, per quanto riguarda il fatturato esso corrisponde al -22% e infine il saldo ottimisti meno pessimisti relativo all’occupazione si attesta al -8%.

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