La Provincia di Biella > Economia > Gli artigiani: non ne possiamo più!
Economia Biella -

Gli artigiani: non ne possiamo più!

"Diciamo subito che non siamo contrari all’adozione di pagamenti elettronici per le prestazioni di servizi anche di piccoli importi - sostengono Claudio Capellaro Siletti e Cristiano Gatti, presidenti delle Associazioni Cna e Confartigianato di Biella -. E sicuramente ne capiamo le motivazioni per cui questo provvedimento è stato introdotto. Ma davvero il legislatore pensa che sia un efficace strumento nella lotta contro l’evasione fiscale, al fine di far emergere il sommerso che rappresenta il 17% del PIL?

“Diciamo subito che non siamo contrari all’adozione di pagamenti elettronici per le prestazioni di servizi anche di piccoli importi – sostengono Claudio Capellaro Siletti e Cristiano Gatti, presidenti delle Associazioni Cna e Confartigianato di Biella -. E sicuramente ne capiamo le motivazioni per cui questo provvedimento è stato introdotto. Ma davvero il legislatore pensa che sia un efficace strumento nella lotta contro l’evasione fiscale, al fine di far emergere il sommerso che rappresenta il 17% del PIL?

“Diciamo subito che non siamo contrari all’adozione di pagamenti elettronici per le prestazioni di servizi anche di piccoli importi – sostengono Claudio Capellaro Siletti e Cristiano Gatti, presidenti delle Associazioni Cna e Confartigianato di Biella -. E sicuramente ne capiamo le motivazioni per cui questo provvedimento è stato introdotto. Ma davvero il legislatore pensa che sia un efficace strumento nella lotta contro l’evasione fiscale, al fine di far emergere il sommerso che rappresenta il 17% del PIL?

Gli idraulici, gli elettricisti, i falegnami, gli antennisti i manutentori di caldaie, nonché i loro dipendenti e collaboratori, spesso si recano singolarmente presso la dimora o l’immobile del committente. Questo comporta che ciascun dipendente e collaboratore dovrà essere dotato di un Pos.

“Il legislatore – prosegue il comunicato –  ha idea di quali costi dovranno sostenere queste aziende? Un recente studio della CGIA di Mestre ha calcolato che a fronte di un incasso annuo di 100.000 euro, il costo medio per un’azienda è di circa 1.200 euro, quante aziende saranno disposte a sostenere i maggiori costi di incasso delle proprie prestazioni, consapevoli di non essere davvero obbligate a farlo? Se i trasgressori non subiranno sanzioni, quanto potrà essere efficace questo strumento? Che senso ha parlare quindi di POS “obbligatorio”?

Il provvedimento poi non fa distinzioni e si rivolge a tutte le imprese che effettuano attività di vendita di prodotti e di prestazioni di servizi, con la conseguenza che dovranno dotarsi di POS obbligatorio anche coloro che si occupano di attività verso altri imprenditori o lavoratori autonomi: dall’autotrasportatore, alle aziende subfornitrici, all’impresa di pulizie che lavora per gli studi privati o per gli enti pubblici, ai commercianti all’ingrosso.

“Tutte attività che nella prassi quotidiana ricevono già adesso pagamenti tracciabili – concludono Claudio Capellaro Siletti e Cristiano Gatti -. Insomma, per quanto ci riguarda siamo di fronte all’ennesimo pasticcio all’italiana, con l’ennesima “crociata” contro i soliti noti, gli artigiani, cultori e promotori del “pagamento in nero”. Ebbene, anche le aziende, i piccoli imprenditori non ne possono più! Non ne possono più del peso della burocrazia, dei costi sempre crescenti, delle accuse e dei luoghi comuni e richiamiamo tutti all’obbiettività e alla sincerità: tutti sanno che per “fare il nero” bisogna essere almeno in due! E quindi come la mettiamo?

Articolo precedente
Articolo precedente