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Coca Cola, otto ore di sciopero

Enrico Cavalli, delegato Cgil: «L'azienda non si illuda di potersi tirare indietro rispetto alle responsabilità sociali nei confronti dei lavoratori e del territorio che tanto gli hanno dato»

Enrico Cavalli, delegato Cgil: «L’azienda non si illuda di potersi tirare indietro rispetto alle responsabilità sociali nei confronti dei lavoratori e del territorio che tanto gli hanno dato»

Era nell’aria. Ora è ufficiale: tra la Coca-Cola e i lavoratori dello stabilimento di Gaglianico la spaccatura c’è, ed è bella grossa. Durante l’ultimo incontro, avvenuto ieri mattina in Unione Industriale biellese, la proprietà ha ribadito l’intenzione irrevocabile di cessare la produzione  dello stabilimento il prossimo 28 febbraio. E i lavoratori, dalla loro, hanno dichiarato guerra. Hanno annunciato uno sciopero di otto ore che si terrà il prossimo 15 novembre.
«Per difendere la nostra posizione  – spiega Enrico Cavalli, delegato CGIL, ma effettivo dipendente di Coca Cola – siamo pronti a usare tutte le forme di lotta sindacale possibile e immaginabili. Da questo momento si comincia. Nei prossimi incontri cercheremo in ogni modo  di ottenere la soluzione migliore».
Cavalli è imbufalito e non le manda a dire a  nessuno: «Coca Cola – prosegue –  non si illuda di potersi tirare indietro rispetto alle responsabilità sociali nei confronti dei lavoratori e del territorio che tanto gli ha dato. Pretenderemo l’utilizzo di tutti gli ammortizzatori sociali e l’attivazione di tutte le misure a tutela del lavoratore e del lavoro. Valuteremo se sarà possibile una ricollocazione interna ed esterna».
Dal canto suo la proprietà non ha ancora affrontato l’argomento ammortizzatori sociali e non ha presentato alcun piano  relativo al futuro dei lavoratori. «Per ora – conclude Cavalli – di hanno dato la loro disponibilità a ragionare. Vedremo cosa succederà».
 

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