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Artigianato biellese ancora in crisi

Nel primo semestre 2014 la crisi, che erode la capacità di resistenza del tessuto imprenditoriale locale, ha avuto delle ripercussioni anche sul settore artigiano della provincia di Biella, che continua a registrare una contrazione della base imprenditoriale e manifesta un peggioramento del volume del giro d’affari e un saldo occupazionale negativo sul fronte del mercato del lavoro.

Nel primo semestre 2014 la crisi, che erode la capacità di resistenza del tessuto imprenditoriale locale, ha avuto delle ripercussioni anche sul settore artigiano della provincia di Biella, che continua a registrare una contrazione della base imprenditoriale e manifesta un peggioramento del volume del giro d’affari e un saldo occupazionale negativo sul fronte del mercato del lavoro.

Nel primo semestre 2014 la crisi, che erode la capacità di resistenza del tessuto imprenditoriale locale, ha avuto delle ripercussioni anche sul settore artigiano della provincia di Biella, che continua a registrare una contrazione della base imprenditoriale e manifesta un peggioramento del volume del giro d’affari e un saldo occupazionale negativo sul fronte del mercato del lavoro.

Questo è il quadro che emerge dall’indagine congiunturale sul settore artigiano biellese, curata dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Biella in collaborazione con Confartigianato e CNA, condotta su un campione di 166 unità.

“I dati dell’indagine riferiti al primo semestre 2014 – dichiara Andrea Fortolan, Presidente della Camera di Commercio di Biella -, mettono in evidenza come il settore artigiano biellese continui a patire gli effetti della crisi, mostrando segnali di sofferenza, con risvolti preoccupanti sul fronte del mercato de lavoro. L’occupazione di questo comparto, infatti, non è destinata a migliorare nel breve periodo, come attestato dalle previsioni degli imprenditori. Anche i dati del Registro Imprese confermano i problemi del comparto e, proprio per questo motivo, dobbiamo cercare di avviare azioni mirate a difendere la caparbietà degli artigiani biellesi e a tutelare le produzioni tipiche del nostro territorio”.

Nel primo semestre 2014, l’andamento del volume del giro d’affari (rispetto allo stesso semestre dell’anno precedente) è risultato in aumento per il 34% delle imprese intervistate e in diminuzione per il 66%, dando, pertanto, origine ad un saldo di opinione (ottimisti meno pessimisti) negativo pari al -32%.

Effettuando un’analisi a livello settoriale, si può osservare come la variazione negativa del volume del giro d’affari sia il risultato dei saldi negativi registrati in quasi tutti i comparti, ad eccezione dei saldi positivi registrati nel meccanotessile (+34%), nei servizi all’impresa (+20%) e nell’alimentare (+14%). I saldi peggiori si rilevano nei trasporti (-75%), nei servizi alla persona (-54%), nell’edilizia/installatori (-52%), nel tessile (-48%), nelle altre manifatture (-22%) e nelle riparazioni (-14%).

Analogamente alla precedente rilevazione, il clima delle aspettative degli imprenditori artigiani della provincia biellese per il breve periodo (luglio-dicembre 2014) si caratterizza per un certo pessimismo. Il saldo di opinione  relativo alle previsioni sull’andamento del volume del giro d’affari  per il secondo semestre 2014 è, infatti, negativo per 24 punti,  risultando tuttavia  migliore rispetto a quello registrato nella scorsa indagine congiunturale (-50%).

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