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Ancora nubi nere per l’artigianato biellese

Nel secondo semestre 2013, la crisi che erode la capacità di resistenza del tessuto imprenditoriale locale, ha avuto delle ripercussioni anche sul settore artigiano della provincia di Biella, che continua a manifestare una contrazione della base imprenditoriale. Il comparto registra, inoltre, un marcato peggioramento dal lato del volume del giro d’affari e un saldo occupazionale negativo. Questo è il quadro che emerge dall’indagine congiunturale sul settore artigiano biellese, curata dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Biella, in collaborazione con Confartigianato e CNA, condotta su un campione di 156 unità.

Nel secondo semestre 2013, la crisi che erode la capacità di resistenza del tessuto imprenditoriale locale, ha avuto delle ripercussioni anche sul settore artigiano della provincia di Biella, che continua a manifestare una contrazione della base imprenditoriale. Il comparto registra, inoltre, un marcato peggioramento dal lato del volume del giro d’affari e un saldo occupazionale negativo. Questo è il quadro che emerge dall’indagine congiunturale sul settore artigiano biellese, curata dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Biella, in collaborazione con Confartigianato e CNA, condotta su un campione di 156 unità.

Nel secondo semestre 2013, la crisi che erode la capacità di resistenza del tessuto imprenditoriale locale, ha avuto delle ripercussioni anche sul settore artigiano della provincia di Biella, che continua a manifestare una contrazione della base imprenditoriale. Il comparto registra, inoltre, un marcato peggioramento dal lato del volume del giro d’affari e un saldo occupazionale negativo.

Questo è il quadro che emerge dall’indagine congiunturale sul settore artigiano biellese, curata dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Biella, in collaborazione con Confartigianato e CNA, condotta su un campione di 156 unità.

“Anche nel corso del secondo semestre 2013 – è il commento di Andrea Fortolan, presidente della Camera di Commercio di Biella -, la fase recessiva continua a colpire il settore artigiano biellese, che manifesta segnali di debolezza. In questo contesto critico, le previsioni per il breve periodo sono improntate ad un certo pessimismo sia per quanto concerne il volume del giro d’affari che per quanto riguarda l’occupazione. Per fare in modo che anche il comparto artigiano, preziosa componente del tessuto imprenditoriale provinciale, riacquisti un po’ di fiducia, occorre effettuare interventi mirati alla valorizzazione e alla promozione delle produzioni di qualità che da sempre contraddistinguono il nostro territorio”.

Nel secondo semestre 2013, l’andamento del volume del giro d’affari (rispetto allo stesso semestre dell’anno precedente) è risultato in aumento per il 26% delle imprese intervistate e in riduzione per il 74%, dando origine ad un saldo di opinione (ottimisti meno pessimisti) negativo pari al -48%.

Effettuando un’analisi a livello settoriale, si può osservare come la variazione negativa del volume del giro d’affari sia il risultato dei saldi negativi registrati in tutti i comparti, ad eccezione del saldo nullo rilevato nel meccanotessile e del saldo positivo registrato nelle altre manifatture (+10%). I saldi peggiori si rilevano nei trasporti (con un saldo ottimisti meno pessimisti del -100%), nei servizi alla persona (-78%), nei servizi all’impresa (-72%), nelle riparazioni (-58%), nell’edilizia/installatori (-56%), negli alimentari (-34%) e nel tessile (-24%).

Analogamente alla precedente rilevazione, il clima delle aspettative degli imprenditori artigiani della provincia biellese per il breve periodo (gennaio-giugno 2014) si caratterizza per marcato pessimismo. Il saldo di opinione, infatti, per il primo semestre 2014 è negativo per un valore del -50%, peggiore rispetto a quello registrato nella scorsa indagine congiunturale (-20%).

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