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A Cossato cauto ottimismo tra i commercianti

I commercianti di Cossato tirano le somme e concludono l’anno con il sorriso. Non è stato un periodo facile, non solo per il contesto economico. La vita del Comitato iniziative Ciac dipende ancora dalla bombola dell’ossigeno, in attesa di un nuovo direttivo, mentre le luminarie natalizie, senza gloria e senza infamia, sono finite al loro posto con le solite riunioni fra quattro gatti.

I commercianti di Cossato tirano le somme e concludono l’anno con il sorriso. Non è stato un periodo facile, non solo per il contesto economico. La vita del Comitato iniziative Ciac dipende ancora dalla bombola dell’ossigeno, in attesa di un nuovo direttivo, mentre le luminarie natalizie, senza gloria e senza infamia, sono finite al loro posto con le solite riunioni fra quattro gatti.

I commercianti di Cossato tirano le somme e concludono l’anno con il sorriso. Non è stato un periodo facile, non solo per il contesto economico. La vita del Comitato iniziative Ciac dipende ancora dalla bombola dell’ossigeno, in attesa di un nuovo direttivo, mentre le luminarie natalizie, senza gloria e senza infamia, sono finite al loro posto con le solite riunioni fra quattro gatti.

Il 2014 si chiude in bellezza con un finale al cardiopalma. Alcuni commercianti, tra l’altro tutti giovani leve, in quattro e quattr’otto hanno messo in picossartoedi una raccolta benefica di prodotti alimentari che ha raccolto un successo strepitoso.

“Abbiamo allestito tutto in cinque giorni, coinvolgendo più di un’ottantina di esercenti – spiega Barbara Nevenzi, titolare di Kikiamo, una delle promotrici dell’iniziativa -. Le borse di alimenti raccolte, in cambio di un omaggio offerto dai noi commercianti, sono state una ventina e le abbiamo donate alle quattro parrocchie di Cossato. Abbiamo tentato di fare qualcosa e, forse per la gratuità del progetto, ha funzionato. Cerchiamo di fare gruppo, lavorando in collaborazione con il Comune e la Pro loco. Per il futuro puntiamo alla stabilità e alla condivisione delle nostre convinzioni”.

C’è voglia di fare, come ribadisce Nadia Bozzola, titolare di O.K. Cono: “Guardando in prospettiva c’è il desiderio di proporre le notti bianche a tema, facendole diventare un appuntamento di riferimento per la popolazione. Conta essere un gruppo coeso e numeroso che comprenda tutti, dal centro alla periferia, in modo apartitico. Ci sono i rappresentanti di via e la cosa sembra funzionare. Stiamo quindi abbozzando idee che a fine gennaio consegneremo all’assessore comunale di riferimento”.

Per ora sembrano tutti d’accordo, anche Irene Varoli, titolare de Il Punto caldo, aggiunge: “Serve tanta voglia di collaborare o la vita in paese muore. Notiamo con rammarico che i commercianti più spenti sono sempre i medesimi e di norma appartengono alla vecchia guardia. Ma io dico: ce la possiamo fare!”. Ci crede anche la titolare de La Prosivendola, Romina Ferretti, che conclude dicendo: “Servono iniziative a cadenza annuale, in modo che la gente si affezioni agli eventi. Persiste un certo retaggio dal Ciac, che non so perché non è simpatico a tutti, ma per ora c’è buona ricettività. L’unico aspetto che mi preoccupa è l’avere potere contrattuale con le Istituzioni”.

Anna Arietti

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