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Vi racconto quei minuti di terrore in piazza Duomo

Il giovane ripercorre quegli attimi: «C’erano dei ragazzi, miei clienti che chiacchieravano sulle panchine della piazza - racconta - sono stati loro i primi ad accorgersi di quello che stava succedendo. Saranno state più  o meno le 19 quando sono venuti a chiamarmi, dicendo che qualcosa non andava all’interno della casa parrocchiale. Così sono andato a piedi a vedere cosa ci fosse di così anomalo. Ho visto il fumo uscire dalla seconda finestra sulla destra. A quel punto ho chiamato il 113».

Il giovane ripercorre quegli attimi: «C’erano dei ragazzi, miei clienti che chiacchieravano sulle panchine della piazza – racconta – sono stati loro i primi ad accorgersi di quello che stava succedendo. Saranno state più  o meno le 19 quando sono venuti a chiamarmi, dicendo che qualcosa non andava all’interno della casa parrocchiale. Così sono andato a piedi a vedere cosa ci fosse di così anomalo. Ho visto il fumo uscire dalla seconda finestra sulla destra. A quel punto ho chiamato il 113».

«Quando ho visto le fiamme mi è pianto il cuore: nella struttura della casa parrocchiale c’è anche una casa famiglia e ho subito pensato a quei ragazzi». E’ stato uno dei commercianti di piazza Duomo il primo che, giovedì sera, ha chiamato Polizia e Vigili del Fuoco per segnalare l’incendio avvenuto alla Parrocchia di Santo Stefano. Chiede di restare anonimo «perchè – afferma – non ho fatto nulla di speciale». Il giovane ripercorre quegli attimi: «C’erano dei ragazzi, miei clienti che chiacchieravano sulle panchine della piazza – racconta – sono stati loro i primi ad accorgersi di quello che stava succedendo. Saranno state più  o meno le 19 quando sono venuti a chiamarmi, dicendo che qualcosa non andava all’interno della casa parrocchiale. Così sono andato a piedi a vedere cosa ci fosse di così anomalo. Ho visto il fumo uscire dalla seconda finestra sulla destra. A quel punto ho chiamato il 113».

Sul posto è giunto un vero e proprio dispiegamento di forze: due squadre di Vigili del Fuoco, le volanti della Polizia e anche un’ambulanza medicalizzata del 118. Poco dopo è arrivato anche il neo eletto sindaco, Marco Cavicchioli.  Fortunatamente i ragazzi della casa famiglia sono in vacanza fino a domenica. Una sola ragazza è rimasta a Biella, ma in quel momento non si trovava nella struttura.

Il primo timore è stato per don Giuseppe Macco, 95 anni: l’anziano parroco che vive in uno degli alloggi del secondo piano. Il rogo, che si è sviluppato in una delle stanze della casa famiglia a causa di un rametto di incenso non spento bene, non ha interessato altri locali della struttura. Don Macco, che proprio la scorsa domenica ha festeggiato 70 anni di messe celebrate, era in buone condizioni. A portarlo in salvo è stato il dirigente dell’Ufficio lavori Pubblici del Comune di Biella, Graziano Patergnani, che si trovava in Municipio e che, non appena ha visto il fumo, è sceso in strada per capire cosa stesse succedendo.

La struttura della casa parrocchiale è composta da tre piani fuori terra.  Al pian  terreno ci sono gli uffici, in quello ammezzato una cappella e un piccolo deposito, al primo la parrocchia e la zona diurna della casa famiglia e al secondo gli alloggi di don Macco, don Carlo Gariazzo, don Davide. Le finestre che si affacciano su piazza Duomo sono della casa famiglia, che ha quattro camere. Fortunatamente una sola è rimasta danneggiata. «Non è successo nulla  di così grave – afferma don Gariazzo – stiamo tutti bene. Un incidente può capitare, ma non c’è stato dolo. La struttura è stata evacuata più che altro per i fumi, ma a tarda sera io sono già potuto tornare a dormire nella mia stanza».

Don Macco è stato ospitato per la notte in seminario, mentre la ragazza è andata a dormire nell’altra casa famiglia di via Orfanotrofio.

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