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Un centro per rifugiati a Biella

Uno spazio vuoto della città si sta preparando a tornare in vita e lo fa aprendo le sue porte alla solidarietà: sono già in corso, nella zona del vecchio ospedale, i lavori per trasformare Villa Caraccio (l'ex Villa Trossi) in un centro di prima accoglienza

Uno spazio vuoto della città si sta preparando a tornare in vita e lo fa aprendo le sue porte alla solidarietà: sono già in corso, nella zona del vecchio ospedale, i lavori per trasformare Villa Caraccio (l’ex Villa Trossi) in un centro di prima accoglienza

Uno spazio vuoto della città si sta preparando a tornare in vita e lo fa aprendo le sue porte alla solidarietà: sono già in corso, nella zona del vecchio ospedale, i lavori per trasformare Villa Caraccio (l’ex Villa Trossi) in un centro di prima accoglienza, che la Prefettura potrà destinare, appena sarà pronto, ad alloggio provvisorio degli stranieri richiedenti asilo. Il progetto è reso possibile dall’intesa tra il Comune di Biella, proprietario dell’immobile, la Caritas diocesana e il consorzio Il Filo da Tessere, che si occuperanno della manutenzione e gestione della struttura. E lo faranno, nelle intenzioni delle parti, anche in seguito quando, cessata l’emergenza rifugiati, gli spazi della villa potrebbero essere dedicati stabilmente ad attività di accoglienza e solidarietà.

Villa Caraccio è inutilizzata da molti anni, da quando cioè ha smesso di essere la sede di uno degli asili nido della città. È stata anche inserita tra i patrimoni immobiliari comunali in lista per essere messi in vendita, ma a palazzo Oropa non sono mai giunte

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