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Sciarpe rossoblù al cielo per “Spia”

I suoi alpini lo hanno accompagnato nel suo ultimo viaggio per la cerimonia funebre in chiesa, i ragazzi di Angelico Pallacanestro Biella invece lo hanno accolto con sciarpe e fumogeni all’uscita regalandogli un lungo applauso. Davide Spianato non c’è più e la sua assenza si farà sentire sia a Trivero, dove abitava, che nella curva del Palazzetto.

I suoi alpini lo hanno accompagnato nel suo ultimo viaggio per la cerimonia funebre in chiesa, i ragazzi di Angelico Pallacanestro Biella invece lo hanno accolto con sciarpe e fumogeni all’uscita regalandogli un lungo applauso. Davide Spianato non c’è più e la sua assenza si farà sentire sia a Trivero, dove abitava, che nella curva del Palazzetto.

I suoi alpini lo hanno accompagnato nel suo ultimo viaggio per la cerimonia funebre in chiesa, i ragazzi di Angelico Pallacanestro Biella invece lo hanno accolto con sciarpe e fumogeni all’uscita regalandogli un lungo applauso. Davide Spianato non c’è più e la sua assenza si farà sentire sia a Trivero, dove abitava, che nella curva del Palazzetto. Un vuoto grande in casa Angelico Pallacanestro Biella, giovedì ai funerali nella piccola frazione di Cereie si sono presentati i dirigenti con in testa il presidente Massimo Angelico, c’erano anche i giocatori con coach Corbani. Il più commosso Nicola Minessi, ora dirigente ma in passato giocato con la maglia della Biella. “Spia” lo conosceva bene, lo aveva visto sin dalle sue prime apparizioni al palazzetto sugli spalti a incitare i rossoblù e suonare il tamburo. Era uno di casa in casa Pallacanestro Biella e giovedì centinaia di amici della curva sono arrivati con sciarpe, felpe e fumogeni accogliendolo al termine della cerimonia funebre con le mani alzate al cielo proprio come accade durante le partite in curva. “Spia” non ci sarà più a incitare dal vivo i suoi beniamini, non sarà più presente alle goliardiche trasferte ma sicuramente non smetterà di seguire la sua squadra del cuore. La grande famiglia si è riunita, c’erano i Trinker Ponzone, la Trivero Alkolica. Tutti insieme uniti dal lutto per la perdita dell’amico di tante battaglie.
Se ne è andato il “Gigante buono” così molti lo hanno chiamato ricordandolo sui social network perchè in fondo l’aspetto ingannava. Un omone dal cuore tenero che se ne è andato ad appena 42 anni.
Sono stati gli alpini di Trivero ad accompagnarlo nel suo ultimo viaggio. Perchè nel cuore di “Spia” non c’era soltanto il basket. Quando c’era da organizzare feste lui rispondeva sempre presente, si metteva in cucina e dava una mano. Ancora domenica aveva preso parte alla festa dell’autunno a Cereie, era sorridente come al solito, la battuta non gli mancava di certo. Poi martedì la tragedia, inutili i soccorsi. Il suo cuore si era fermato nella notte, se ne è andato in punta di piedi “Spia” ma lascia un grande vuoto come hanno dimostrato le tante dimostrazioni di affetto durante il funerale di giovedì. Non c’era più un posto nella chiesa di Cereie, in centinaia hanno dovuto attendere fuori la fine del rito funebre accogliendolo poi con un grande applauso. Lascia papà Osvaldo, mamma Viviana e la sorella Elisabetta. Lavorava alla “Dal Dosso Serramenti”, il tempo libero era occupato dal volontariato con gli alpini e la sua Angelico Pallacanestro Biella.

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