La Provincia di Biella > Cronaca > Pensionata biellese tra le vittime dei ladri della Fiat Sedici
Cronaca Biella -

Pensionata biellese tra le vittime dei ladri della Fiat Sedici

Era stata avvicinata dai malviventi in via Carso, nell'ottobre del 2017.

pensionata biellese

Pensionata biellese tra le vittime dei ladri della Fiat Sedici che colpivano nel Nord Italia. Quello avvenuto nella nostra città, risalente all’ottobre del 2017, è l’ultimo dei tre colpi contestati ai due uomini e alla donna arrestati nei giorni scorsi dai carabinieri, nell’ambito dell’Operazione “Sedici”.

Pensionata biellese di 87 anni derubata da due uomini e una donna

“Dobbiamo effettuare alcuni controlli sulla qualità dell’acqua che esce dai rubinetti di casa sua”. Con questa scusa padre e figlia erano riusciti a entrare nell’abitazione di una donna residente in città. Come sempre in questi casi, la vittima scelta apparteneva alla categoria delle persone più deboli e vulnerabili: gli anziani.

La falsa dipendente del comune e il finto maresciallo

Purtroppo l’87enne si era fidata di quella giovane donna, che aveva bussato alla sua porta spacciandosi per una dipendente del comune.
Il raggiro, l’ennesimo di questo genere, era stato messo a segno in via Carso. Verso le 10 del mattino. La malvivente non era sola. A darle manforte e a rendere più credibile la “copertura” era arrivato anche un complice (il padre, con il senno di poi). L’uomo si era presentato alla pensionata qualificandosi come un maresciallo dei carabinieri, impegnato a verificare se le fosse stato rubato qualcosa. A suo dire, infatti,  stava dando la caccia ad alcuni ladri nella zona. A quel punto la vittima aveva permesso loro di accedere all’interno dell’appartamento.

L’amara sorpresa

Soltanto più tardi, quando la coppia di malfattori si era allontanata, l’87enne si era accorta di essere caduta in una trappola odiosa. Dall’alloggio erano infatti spariti diversi gioielli d’oro. Alla donna non era rimasto altro da fare che rivolgersi alle forze dell’ordine e denunciare quanto successo. A distanza di otto mesi, i militari dell’Arma sono riusciti a risalire all’identità dei due impostori e del loro complice.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articolo precedente
Articolo precedente