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Negata la libertà a Ivano Bonadio

Negata la scarcerazione ad Ivano Bonadio, da oltre sei mesi detenuto in carcere con l’accusa di aver passato informazioni riservate ad un investigatore privato. La Procura della Repubblica di Roma, nei giorni scorsi, ha infatti rinviato il poliziotto biellese a giudizio, fissando l’udienza al prossimo 23 giugno. Scatta dunque la seconda fase della misura cautelare in carcere, il che significa che per Bonadio si preannuncia un nuovo periodo di detenzione che non prevede termini prestabiliti.

Negata la scarcerazione ad Ivano Bonadio, da oltre sei mesi detenuto in carcere con l’accusa di aver passato informazioni riservate ad un investigatore privato. La Procura della Repubblica di Roma, nei giorni scorsi, ha infatti rinviato il poliziotto biellese a giudizio, fissando l’udienza al prossimo 23 giugno. Scatta dunque la seconda fase della misura cautelare in carcere, il che significa che per Bonadio si preannuncia un nuovo periodo di detenzione che non prevede termini prestabiliti.

Negata la scarcerazione ad Ivano Bonadio, da oltre sei mesi detenuto in carcere con l’accusa di aver passato informazioni riservate ad un investigatore privato.

La Procura della repubblica di Roma, nei giorni scorsi, ha infatti rinviato il poliziotto biellese a giudizio, fissando l’udienza al prossimo 23 giugno. Scatta dunque la seconda fase della misura cautelare in carcere, il che significa che per Bonadio si preannuncia un nuovo periodo di detenzione che non prevede termini prestabiliti. Tuttavia i legali della difesa, il biellese Andrea Delmastro Delle Vedove e il vercellese Roberto Scheda, non staranno a guardare.

«Il fatto che il nostro assistito sia stato rinviato a giudizio – afferma Delmastro – implica che siano affievolite le esigenze cautelari. Nei prossimi giorni, con ogni probabilità, presenteremo dunque una nuova richiesta di scarcerazione».

La decisione della procura della repubblica arriva come una doccia fredda per i tanti biellesi che conoscono Ivano Bonadio, che lo stimano, e che speravano di poterlo rivedere al più presto. Negli ultimi giorni, la pagina Facebook aperta all’inizio di aprile per lui ha registrato un vero e proprio boom di iscrizioni. A ieri sera i membri erano quasi 1800. E quando è giunta la notizia che il poliziotto biellese non sarebbe stato scarcerato, lo sdegno è stato grande.

«Non ci sono più parole in merito alla vicenda, è sotto agli occhi di tutti l’utilizzo da parte della giustizia di due pesi e due misure – scrive Andrea Bider – stiamo davvero adoperandoci per fare di tutto. Coraggio Ivano, siamo tutti con te», «Forza Ivano» scrive invece Roberto Onofri, «Non mollare amico – incalza Dorota Bratek – mi raccomando, sorriderai ancora», «Non ho parole» è il commento di Massimo Gioggia, «Il solito paese di m… – conclude Enzino Laudicina – schiavi dei giudici e di una giustizia del ca…o».

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