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Matilda, la verità è ancora lontana

Ormai a dieci anni dalla tragica scomparsa della piccola Matilda l’iter giudiziario non si ferma.

Ormai a dieci anni dalla tragica scomparsa della piccola Matilda l’iter giudiziario non si ferma.

Ormai a dieci anni dalla tragica scomparsa della piccola Matilda l’iter giudiziario non si ferma.

Mercoledì scorso i giudici della Corte di Cassazione hanno annullato il non luogo a procedere nei confronti di Antonio Cangialosi, il compagno della mamma della bimba, morta a soli 23 mesi di vita. Il fascicolo, dunque, ritornerà già nelle prossime settimane a Vercelli e verrà affidato ad un nuovo giudice.

Soddisfatti i legali di Elena Romani, la madre della piccola. Roberto Scheda e Tiberio Massironi sono pronti ad affrontare un nuovo processo, l’ennesimo passo di una vicenda ancora molto lontana dalla verità. Del resto dopo dieci lunghi anni di perizie, indagini e sentenze manca ancora il nome del colpevole, la sola parola che possa finalmente decretare la fine di questa drammatica storia.

Nel 2012 la madre della piccola era stata assolta in via definitiva e la procura aveva chiesto il rinvio a giudizio per il suo compagno. Il 3 giugno dello scorso anno, tuttavia, il gip Paolo Bargero aveva confermato il non luogo a procedere nei confronti di Cangialosi.

Eppure proprio Cangialosi e la compagna erano le uniche persone presenti dieci anni fa nella villetta di Roasio, quando Matilda, nata da una precedente relazione di Elena Romani, si era sentita male ed era morta poco più tardi per delle gravi lesioni alla schiena. Chiunque sia stato a procurarle quelle ferite, però, resta ancora oggi un mistero.

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