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L’uomo investito al Giro “era nel punto assegnato dallo staff”

Dopo il tragico incidente avvenuto al Giro d'Italia, si sono fatte varie ipotesi sulle possibili cause all'origine dell'investimento di Angelo Leone da parte di una moto della Rai. Addirittura si parlò della possibilità che al volontario della Protezione civile fosse caduto il cellulare e che lo avesse appena raccolto pochi istanti prima di essere travolto.

Dopo il tragico incidente avvenuto al Giro d’Italia, si sono fatte varie ipotesi sulle possibili cause all’origine dell’investimento di Angelo Leone da parte di una moto della Rai. Addirittura si parlò della possibilità che al volontario della Protezione civile fosse caduto il cellulare e che lo avesse appena raccolto pochi istanti prima di essere travolto.

Dopo il tragico incidente avvenuto al Giro d’Italia, si sono fatte varie ipotesi sulle possibili cause all’origine dell’investimento di Angelo Leone da parte di una moto della Rai.

Addirittura si parlò della possibilità che al volontario della Protezione civile fosse caduto il cellulare e che lo avesse appena raccolto pochi istanti prima di essere travolto.

Ora, a distanza di quasi un mese da quel maledetto 24 maggio, i familiari hanno diffuso una nota attraverso i propri legali per tentare di fare chiarezza.

La tesi dell’avvocato Marco Bonino è chiara: Angelo si trovava “esattamente nel luogo a lui assegnato, con precisione, dallo staff dell’evento”.

Secondo la ricostruzione fatta dal legale sulla base della documentazione fornita finora, Angelo non si sarebbe allontanato dal posto assegnatogli e non avrebbe nemmeno perso il telefonino. Anche l’ipotesi che fosse stato incaricato di segnalare una buca è stata negata dall’avvocato.

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