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L’ultimo saluto ad Alberto Munaretto

E' stato celebrato sabato pomeriggio alle 15, nella chiesa parrocchiale di Tavigliano, il funerale di Alberto Munaretto, scomparso giovedì all’età di soli 47 anni a causa di un  arresto cardiocircolatorio. A celebrare la funzione è stato il parroco del paese don Aldo Montaldo.

E’ stato celebrato sabato pomeriggio alle 15, nella chiesa parrocchiale di Tavigliano, il funerale di Alberto Munaretto, scomparso giovedì all’età di soli 47 anni a causa di un  arresto cardiocircolatorio. A celebrare la funzione è stato il parroco del paese don Aldo Montaldo.

E’ stato celebrato sabato pomeriggio alle 15, nella chiesa parrocchiale di Tavigliano, il funerale di Alberto Munaretto, scomparso giovedì all’età di soli 47 anni a causa di un  arresto cardiocircolatorio. A celebrare la funzione è stato il parroco del paese don Aldo Montaldo.

La sua scomparsa ha creato un profondo cordoglio non solamente a Cerreto Castello,  dove viveva da pochi anni, ma soprattutto a Tavigliano, il suo paese natale. Alberto lavorava come operaio presso lo stabilimento Lancia di Verrone. Era considerato da tutti i suoi colleghi una persona dolce e affabile. Si adattava a fare di tutto, lavorava oltre che con estrema capacità, anche con passione.

«Era un ragazzo d’oro – così lo ricorda la cognata Silvia -. Aveva sempre il sorriso sulle labbra. Viveva per la sua famiglia, è stato un uomo esemplare. Era in grado di fare un po’ di tutto, soprattutto nella meccanica era un mago. Ricordo che quando si guastava un elettrodomestico in casa, si metteva lì, lo smontava e nel giro di poco tempo lo rimetteva in funzione. Anche nei confronti del prossimo  – conclude -, si faceva in quattro per aiutare chi ne aveva bisogno».

Alle sue parole fanno eco quelle del sindaco di Tavigliano, Gino Mantello: «Io giovedì ero via – spiega -. Solamente venerdì, quando sono rientrato in paese, ho appreso questa triste notizia, ci sono rimasto veramente male. Conoscevo Alberto da sempre, sin da quando eravamo poco più che ragazzini. Frequentavamo la stessa compagnia. Ricordo che al sabato sera  e alla domenica si andava a ballare. Lui era una persona sempre allegra, amava ridere e scherzare, insomma, un bravo ragazzo di buona famiglia. Non l’ho mai visto una volta arrabbiato. Non ci sono altre parole da aggiungere – conclude il primo cittadino -, se non che tutta l’amministrazione comunale è vicina alla sua  famiglia in questo triste momento».

Alberto, ha lasciato nel dolore la moglie Elisabetta, la figlia Giulia, la mamma Gisella, il papà Giorgio ed il fratello Paolo.

Mauro Pollotti
paesi@nuovaprovincia.it

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